Infarto: raddoppiare la quantità di sale non aumenta il rischio

Uno dei nemici della pressione sanguigna è certamente il sale, come è stato provato da diversi studi scientifici. Tuttavia non esisterebbe un legame così stretto da quantità di sale consumata e rischio di infarto.

Secondo un recente studio condotto dalla McMaster University in Ontario, anche raddoppiando la quantità di sale non aumenterebbe il rischio di incorrere più facilmente in un infarto. Gli esperti sono concordi sul fatto che, prendendo come soglia massima due cucchiaini e mezzo di sale, che corrispondono a circa cinque grammi, è possibile comunque restare in buona salute, a patto di bilanciare con il consumo di altri alimenti.

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La quantità di sale dovrebbe essere bilanciata con frutta, verdura e altri cibi ricchi di potassio. La soglia di due cucchiaini e mezzo è ben lontana dal livello di sicurezza che le linee guida sulla salute diffuse a livello internazionale stabiliscono per quanto riguarda il consumo di sale.

Secondo gli autori dello studio, le campagne di sanità pubblica volte a ridurre l’apporto di sodio non sarebbero valide per tutti i Paesi del mondo, ma soltanto per alcuni Stati come per esempio la Cina, in cui si è soliti mangiare cibi più salati. Il professor Martin O’Donnell, autore principale della ricerca, ha spiegato:

Non ci sono prove convincenti che le persone che assumono una quantità moderata di sale debbano ridurre il loro apporto di sodio per la prevenzione delle malattie cardiache, dell’ictus e dell’infarto.

Gli scienziati sono giunti a questa conclusione dopo aver esaminato lo stato di salute di più di 94 mila persone e averle seguite nel corso di circa otto anni. Lo studio ha rilevato che l’assunzione di sodio più alta era associata ad un aumento della pressione sanguigna e all’incremento dell’incidenza di ictus.

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Tuttavia il fenomeno si è verificato principalmente in Paesi in cui l’apporto di sodio è molto elevato, superiore a cinque grammi al giorno. Il professor Andrew Mente ha dichiarato:

Abbiamo riscontrato tutti i principali problemi cardiovascolari in diminuzione nei Paesi in cui vi è un incremento del consumo di potassio che si trova in alimenti come frutta, verdura, latticini, patate, noci e fagioli.

10 agosto 2018
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