Nel salmone, nelle noci e negli oli vegetali il segreto per aumentare le possibilità di sopravvivere a un infarto. A riverarlo uno studio condotto da alcuni ricercatori provenienti da diversi Paesi del mondo, riunitisi per formare un organismo di ricerca denominato Fatty acids and Outcomes Research Consortium (FORCE).

Il merito dei benefici offerti da salmone, semi, noci (più in generale frutta secca col guscio) e olio d’oliva è da attribuire, secondo i ricercatori, agli acidi grassi omega-3. I risultati sono stati ottenuti valutando 19 precedenti studi, provienti da 16 differenti Paesi, che hanno visto il coinvolgimento in tutto di oltre 45 mila partecipanti.

Dei soggetti analizzati all’interno dei vari studi 7.973 hanno manifestato un infarto per la prima volta nella loro vita. Per 2.781 di loro l’attacco cardiaco si è rivelato fatale, mentre per 7.157 non è stato così. A commento dei risultati si è espressa l’autrice principale dello studio, la Dott.ssa Liana Del Gobbo (post-dottorato di ricerca presso la Stanford University School of Medicine), secondo la quale verrebbe così mostrato il quadro più ampio per quanto riguarda la conoscenza del rapporto tra omega-3 e disturbi cardiaci:

Incrociando questi diversi studi sono emersi risultati consistenti in termini di età, sesso, razza, presenza o meno di diabete e utilizzo di aspirina o terapie per il controllo del colesterolo.

Secondo quanto invece commentato Victoria Taylor, dietista senior presso la British Heart Foundation, mangiare salmone o pesci azzurri come sardine, sgombro e acciughe è tra le raccomandazioni per una dieta sana ed equilibrata a protezione del cuore:

Questo studio rinforza le raccomandazioni e suggerisce che possono esservi benefici per la salute del cuore anche derivanti dagli omega-3 ottenuti da fonti vegetariane, come i semi di lino, l’olio colza e quello di soia, ma ulteriori ricerche saranno necessarie per confermare questi risultati.

29 giugno 2016
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