Incubazione dell’influenza: quanto dura?

Il fenomeno si ripete regolarmente ogni anno: con l’abbassamento delle temperature tipico dell’inverno, e la tendenza a rapporti più ravvicinati con le altre persone in spazi chiusi, l’influenza inizia a circolare con una certa insistenza nella popolazione. Si tratta di una patologia di origine virale, dagli effetti fastidiosi e debilitanti, capace di costringere a letto chi ne viene colpito per parecchi giorni. Sebbene i sintomi e le conseguenze dell’influenza, queste ultime da non sottovalutare, siano pressoché note a tutti, non sempre è chiaro come avvenga il contagio e quale tempistiche richieda il virus per la sua incubazione.

Di seguito, alcune informazioni generiche sull’influenza invernale, così come sulle modalità di contagio e i tempi di incubazione. Naturalmente, in caso di infezione, è sempre necessario seguire fedelmente le indicazioni ricevute dal proprio medico curante, per evitare spiacevoli conseguenze. Ancora, soprattutto per i soggetti a rischio, potrebbero essere indicate delle misure preventive o di immunizzazione, consigliate se necessario dallo stesso medico. Le informazioni di seguito riportate, perciò, hanno un carattere unicamente illustrativo.

Influenza: caratteristiche e trasmissione

Virus dell'influenza

Prima di comprendere quali siano i tempi d’incubazione dell’influenza, è necessario esplicitare brevemente le caratteristiche dell’infezione, nonché le sue modalità più comuni di trasmissione. La patologia è una malattia infettiva di origine virale, quindi causata da virus, molto contagiosa e capace di determinare disturbi di varia intensità soprattutto a livello respiratorio, con gola arrossata, tosse, catarro, difficoltà di respirazione, febbre anche elevata, dolori muscolari e articolari. A seconda delle varianti, e della gravità, potrebbe essere coinvolto anche l’apparato digerente, con sintomi quali vomito e diarrea.

=> Scopri sintomi e contagio dell’influenza 2018

 

L’influenza è normalmente determinata da virus appartenenti a tre principali gruppi, i quali variano di anno in anno. Questa variabilità spiega perché non esista un vaccino univoco per combattere l’influenza, bensì debba essere ripetuto di anno in anno in base ai virus circolanti in ogni stagione invernale. L’influenzavirus di tipo A ha origine aviaria, ovvero vede il suo serbatoio negli uccelli selvatici, ed è noto per la rapida capacità di trasmissione nonché per gli effetti anche gravi. Il gruppo B è invece quasi esclusivamente umano e, in genere, determina delle influenze dai sintomi e dagli effetti più contenuti. Il tipo C è infine più raro e, sebbene in alcuni casi possa determinare conseguenze rilevanti, desta di norma minori preoccupazioni.

La trasmissione, così come già accennato, avviene per via aerea. Quando un individuo contagiato respira, tossisce o parla, emette delle goccioline di saliva contenenti l’agente infettante che, se respirato da altri, può moltiplicarsi nelle narici, nella bocca e lungo la gola, fino a raggiungere i polmoni. Poiché il virus può essere presente anche sulle superfici, proprio per le goccioline di saliva depositate, è bene lavarsi di frequente le mani per evitare di trasportare l’agente su viso, naso e bocca.

Tempi di incubazione

Ragazza malata

Prima di manifestare effettivamente l’influenza, l’individuo contagiato passa per una fase asintomatica, dalla durata variabile. È in questo lasso di tempo che si verifica la rapida moltiplicazione del virus, fino a coinvolgere l’intero apparato respiratorio. L’estensione di questa incubazione può dipendere da diverse variabili, quali la tipologia e il ceppo di virus contratto, la risposta personale del sistema immunitario, le condizioni di salute pregresse e molto altro ancora. In media, dalla prima infezione alla manifestazione dei sintomi possono passare dai 2 ai 4 giorni.

=> Scopri come prevenire l’influenza con la dieta

 

È utile sottolineare come, sebbene durante il periodo di incubazione il paziente non sia in grado di manifestare particolari malesseri, quest’ultimo possa risultare già contagioso, quindi in grado di trasmettere il virus ad altri.

13 gennaio 2018
Immagini:
Lascia un commento