L’incontinenza urinaria è, secondo la definizione medica della patologia, una “perdita involontaria di urina dimostrabile in modo oggettivo e causa di un problema igienico-sociale”.

Fino a qualche anno fa, tale patologia era soprattutto associata all’avanzare dell’età: la compromissione delle generali condizioni di salute dovute appunto all’avanzare degli anni, la scarsa mobilità e spesso anche la perdita più complessiva dell’autonomia, erano considerate quasi le uniche condizioni in cui si verificava anche incontinenza urinaria. Oggi è noto anche alla popolazione generale come questo disturbo si possa verificare persino in giovane età, soprattutto nelle donne rispetto agli uomini.

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In generale si tratta comunque di una condizione imbarazzante e ciò spesso ritarda il confronto di chi ne soffre con il medico. Vediamo quali sono i tipi di incontinenza e le relative cause.

Incontinenza urinaria: i tre tipi

Nonostante la manifestazione di questo disturbo sia comunque la perdita involontaria di urina, i problemi che la determinano possono essere di diversa natura. In particolare, se ne possono individuare tre:

  • incapacità di percepire il riempimento della vescica;
  • compromessa capacità di rinviare lo svuotamento in alcuni contesti;
  • ridotta coscienza o capacità di svuotare volontariamente in modo completo, e con tempi adeguati, la vescica;

Le tre condizioni descritte, come già evidenziato, si manifestano con la perdita più o meno abbondante di urina, che può avvenire in momenti diversi. Anche quando si verifica, l’episodio di incontinenza è un fattore utile per comprenderne la causa. Vediamo quali sono i momenti più comuni, classificati dalla SIU, Società Italiana di Urologia:

  • perdita di urina causata da una risata, un colpo di tosse o uno starnuto;
  • bisogno urgente di andare al bagno;
  • forte necessità urinare ascoltando o vedendo l’acqua che scorre;
  • sensazione di residui di bagnato dopo il bagno;
  • desiderio di urinare più di due volte durante la notte;

  • minzione dolorosa.

La definizione di quando si manifestano i sintomi, e dei problemi che ne potrebbero essere alla base, aiuta il medico a ricollegare l’incontinenza a una precisa tipologia:

  • incontinenza da sforzo, ossia la forma più comune che si presenta quando si ride, si tossisce, si starnutisce o si sollevano pesi;
  • incontinenza da urgenza, più comune nelle persone anziane, caratterizzata dalla perdita involontaria di urina, a causa di un bisogno impellente di urinare prima di arrivare in bagno;
  • incontinenza da rigurgito, più frequente negli uomini con tumore o adenoma alla prostata.

Cause dell’incontinenza urinaria femminile

Nelle donne, l’incontinenza urinaria è generalmente causata dalla gravidanza o dall’evoluzione dell’apparato riproduttivo, come avviene ad esempio con la menopausa o anche in caso di sovrappeso.

In tutti questi casi, la muscolatura del pavimento pelvico della donna si indebolisce: in gravidanza per i cambiamenti ormonali, uniti alla pressione esercitata sulla vescica dall’utero, in menopausa per il calo di estrogeni che provoca lo spostamento della posizione della vescica e la ridotta efficacia della muscolatura, e in caso di sovrappeso per la pressione sui muscoli pelvici e addominali.

In ogni caso, l’incontinenza urinaria va riferita al medico perché anche se, in episodi meno comuni, potrebbe essere un sintomo secondario di una patologia anche grave, essere associabile a infezioni delle vie urinarie e della vescica o, ancora, uno degli effetti secondari di alcuni farmaci.

25 novembre 2016
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