Bici e ciclisti hanno vissuto nel 2011 un vero e proprio anno nero. A dispetto delle statistiche generali, che vedono il numero di incidenti in flessione rispetto ai dodici mesi precedenti, durante lo scorso anno i sinistri che hanno visto coinvolte le due ruote a pedali sono aumentati. A crescere purtroppo anche la percentuale di mortalità (+7,2%) e quella relativa al numero di feriti (+11,7%), come riportato nelle statistiche calcolate dall’ISTAT e diffuse dall’ACI.

Un bilancio nero per i ciclisti italiani, che secondo i dati forniti sarebbero più soggetti a rischio mortale sulle strade di quanto lo siano coloro che guidano dei ciclomotori. A superare in questa triste classifica le biciclette sono soltanto auto e motocicli. Il totale delle vittime a fine 2011 è stato complessivamente di 3.860 morti e 292.019 feriti a fronte di 205.638 incidenti avvenuti.

Lasciano ben poco margine all’ottimismo quindi le pur incoraggianti statistiche generali, nelle quali si possono riscontrare sostanziali diminuzioni nel numero degli incidenti stradali (-2,7%), dei tassi di mortalità (-5,6%) e del numero di feriti (-3,5%). Occorre ricordare che per quanto le cifre complessive siano tendenti al ribasso, gli obiettivi UE (-50% rispetto al 2001) da raggiungere entro il 2010 non risultano ancora centrati (dato attuale -45,6%).

Un segnale di miglioramento secondo quanto riferito dal presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, ma che deve spingere ad ulteriori passi in avanti verso una maggiore sicurezza stradale:

I dati dimostrano come le nostre strade diventino ogni anno più sicure, ma c’è ancora tanto da fare: gli incidenti derivano da una scarsa cultura degli utenti della strada e ACI ha definito un sistema di formazione continua con nuovi programmi per il conseguimento della patente, corsi di guida sicura, attività di educazione dei genitori per l’uso dei seggiolini, servizi specifici per le utenze deboli.

31 ottobre 2012
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