Sarebbe sotto controllo l’incidente accaduto all’Alikhanov Institute of Theoretical and Experimental Physics, istituto di ricerca sul nucleare situato a Mosca. Inutile sottolineare la gravità potenziale che avrebbe una dispersione di radiazioni in un luogo a così alta densità.

L’incendio divampato domenica, però, non avrebbe interessato zone in cui al momento si trovavano materiali radioattivi. L’evacuazione tempestiva dell’edificio avrebbe scongiurato, fra l’altro, che qualcuno fra i lavoratori restasse ferito.

Tutto bene? Greenpeace Russia preferisce sottolineare la gravità che incidenti del genere possano avvenire all’interno di un istituto posto proprio dentro la Capitale della Federazione Russa:

Questo è estremamente pericoloso… non doveva accadere per nulla, ma dato che è successo, mostra come ci sia stato un fallimento grave nelle loro operazioni.

Non è certo la prima volta che il nucleare russo torna alla ribalta in negativo. Già in passato, avevamo ricordato come le centrali russe siano mediamente obsolete, spesso tecnologicamente simili a quella del disastro di Chernobyl. L’auspicio è che le istituzioni cerchino di limitare il più possibile i pericoli che oggettivamente la situazione nucleare russa comporta. E che associazioni come Greenpeace continuino a vegliare.

6 febbraio 2012
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento