Il Governo Monti procede con il suo, ormai evidente, piano di smantellamento degli incentivi alle fonti rinnovabili nel tentativo di bloccarne lo sviluppo sul territorio italiano. Dopo la brutta vicenda della bozza del Quinto Conto Energia, che si sospetta siano state scritte direttamente da ENEL (ma l’azienda smentisce), ora è il turno della bozza del decreto che mette mano agli incentivi per le altre rinnovabili elettriche, fotovoltaico escluso. Cioè eolico (onshore e offshore), idroelettrico, geotermoelettrico, biomasse e biogas e bioliquidi sostenibili.

Incentivi, manco a dirlo, in calo mentre aumentano i requisiti tecnici e gli impedimenti burocratici per ottenerli. Spunta un tetto da 5 miliardi di euro l’anno alla spesa per i sussidi pubblici, un sistema di aste per ottenerli per gli impianti di potenza superiore ai 5 MW e l’obbligo di iscrizione ai registri nazionali per tutti gli impianti, anche sotto i 5 MW.

Tali registri dovrebbero seguire lo schema già visto per il grande fotovoltaico a terra, sperando che non facciano la stessa fine del registro GSE che è stato aperto solo per pochi mesi e poi chiuso. Per ogni tipo di fonte, poi, ci sono tetti specifici alla potenza installabile. Per l’eolico si parla di 500 MW per i grandi impianti, cioè una decina di parchi da 15 pale eoliche appena se consideriamo che i modelli recenti arrivano a 3 MW di picco per ogni torre eolica.


Evidentemente, dopo il fotovoltaico, adesso tocca a tutte le altre fonti rinnovabili subire un deciso colpo di scure. Con un sistema così complesso e incerto sarà molto difficile ottenere la copertura bancaria per la costruzione degli impianti.

Giusto per fare un esempio: come può una banca concedere qualche milione di euro a un imprenditore del settore per la costruzione di un parco eolico che non si sa se verrà allacciato quest’anno o il prossimo, visto che potrebbe non rientrare nel tetto dei 500 MW annuali? Domanda alla quale se ne aggiunge una seconda: vista l’aria che tira, siamo sicuri che se il parco eolico entra in funzione l’anno prossimo ci saranno ancora gli incentivi e non li avranno tolti del tutto con un nuovo decreto?

| QualEnergia

2 aprile 2012
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Jqprez, lunedì 2 aprile 2012 alle16:44 ha scritto: rispondi »

"Tabella I. Costi specifici di riferimento per gli interventi di rifacimento parziale e totale eolico oltre i 5 mW 1250 euro/kW" cioè per fare un parco da 6 mW ci vogliono 7.500.000 di euro? ma su quale pianeta?Dai, andate presto a casa che poi li aggiusterà chi va al governo gli incentivi.Poi verranno proposte anche due leggine sulle banche:1) Le banche sono responsabili e rimborsano il cliente se l' investimento  ha una perdita maggiore del 10% annuo (cosi' la smetterete di giocare a poker con i poveretti tramite i warrant o covered warrant e bond truffa.)1) le banche devono avere almeno il 10% di investimenti in rinnovabili altrimenti non possono operare in Italia 2) almeno il 20% di btp e bot deve essere sfruttato per le rinnovabili3) Eventuali multe ricevute dalla comunità europea ( che sicuramente si tradurranno in ulteriori tasse) dopo il 2020 dovranno essere pagate da coloro che hanno impedito che si arrivasse a produrre il 20% dalle rinnovabili.e cosi' per toccare un pò tutti diciamo che anche chi produce le auto, per venderle in italia deve avere almeno un modello elettrico.

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