La rimodulazione degli incentivi per le rinnovabili è legge. Con l’approvazione definitiva del decreto Destinazione Italia (via libera dal Senato con 121 voti favorevoli e 91 contrari), e in particolare dell’articolo 1 del provvedimento, cambiano le norme in materia di sussidi statali per l’energia pulita.

Vediamo in dettaglio le principali novità:

  • La durata degli incentivi (Feed in tariff) si allunga fino a 7 anni, a discrezione del titolare dell’impianto.
  • La scelta tra il vecchio e il nuovo regime di incentivi resta comunque a carico del titolare dell’impianto fotovoltaico.
  • Se si sceglie che i sussidi vengano erogati per un tempo più lungo, si vedrà ridurre proporzionalmente il loro importo.

La nuova norma sugli incentivi alle rinnovabili dovrebbe permettere, insieme alla revisione della tariffa bioraria, un risparmio complessivo di oltre 700 milioni di euro l’anno. A questo si aggiungono altri 150 milioni provenienti dal “ritiro dedicato”, ovvero la cifra che il GSE per l’energia derivante da impianti rinnovabili di potenza fino a 10 MW.

In passato il provvedimento che stabilisce la rimodulazione degli incentivi per le rinnovabili era stato aspramente criticato dalle principali associazioni del settore dell’energia pulita, che lo avevano bollato come un “vero e proprio ricatto alle imprese”.

Il coordinamento FREE, che rappresenta oggi più di 4.000 aziende del comparto rinnovabili e oltre 150.000 occupati, ha criticato duramente Destinazione Italia affermando in una nota:

Il rischio che l’intero settore delle rinnovabili subisse un ulteriore attacco retroattivo, con la conversione in Legge del Decreto Destinazione Italia, è purtroppo divenuto realtà, con l’approvazione, senza modifiche, avvenuta ieri al Senato di questo provvedimento. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato allo scopo di ridurre gli oneri della Componente A3 della bolletta elettrica, ha ignorato le proposte alternative avanzate dal Coordinamento Free che avrebbero realmente ridotto il costo delle bollette, nel contempo salvaguardando lo sviluppo delle rinnovabili, e ha voluto invece mantenere il cosiddetto ‘spalma incentivi’, in sostanza un ricatto agli operatori del settore, i quali si trovano a dover accettare un taglio retroattivo degli incentivi, poiché in caso contrario non potranno effettuare interventi di efficientamento sugli impianti esistenti.

La nota continua:

Tale provvedimento colpisce in particolare gravemente l’eolico, senza peraltro lasciar prevedere significativi benefici per la bolletta elettrica, visto che di fatto esclude la gran parte degli impianti responsabili degli oneri della A3. Inoltre, alla marginale riduzione annuale della bolletta corrisponderà un allungamento dell’incentivo che renderà più lontano il periodo di abbattimento degli oneri per i consumatori. L’adozione di tale legge, peraltro con un Governo dimissionario, conferma lo scarso sostegno nei confronti delle rinnovabili da parte del Ministro Zanonato e dei Ministri succedutisi negli ultimi anni che, attraverso provvedimenti come, la Robin Tax, l’introduzione di meccanismi farraginosi come le aste e i registri e altri inutili orpelli burocratici, stanno affossando un settore promettente e promosso in tutto il mondo.

20 febbraio 2014
I vostri commenti
Giuliano, mercoledì 30 aprile 2014 alle8:50 ha scritto: rispondi »

Tutto tace in Campania, i rifiuti vengono spediti in Olanda per poi creare quello che potrebbero produrre in Italia. Sono quei prodotti che non si possono pubblicizzare? Ma quello che non capisco, avrei piacere che mi spiegassero, i prodotti che riciclano terreni ,camini di scarichi depurati, rilevatori di inquinanti per far partire i depuratori? Le parole le richieste sono tranquille, ma se non si risponde credo che a tutti nascono dubbi? Purtroppo tutte queste commenti verranno spostati nello Spam

Giuseppe, giovedì 20 febbraio 2014 alle22:20 ha scritto: rispondi »

Purtroppo,stiamo assistendo allo stillicidio delle energie rinnovabili. La colpa dell'inizio della fine è iniziato con il Governo Berlusconi,continuando con il Governo Monti e dulcis in fondo(oggi), il Governo Letta:una superficie maggiore di 3 Kw deve pagare l'aumento di superficie dello stabile che lo ospita. Questi politici che ragionano in questo senso sono contro l'Italia e gli Italiani,ammazzano tutto quello che gli viene a tiro purchè raggiungano il loro scopo di non farsi mancare niente e i milioni che si intascano sulla pelle di tutti gli Italiani. Vorrei pregare chi legge questo FILE di fare come ho intenzione di fare anche IO, votare chi è per le energie rinnovabili e cioè il movimento di GRILLO i 5 STELLE. Tanto noi del popolo dei lavoratori non abbiamo nulla da perdere,anzi potremmo solo guadagnarci in lrggi più favorevoli per le aziende del settore energie rinnovabili. Cordialmente.

Tex Willer, giovedì 20 febbraio 2014 alle21:44 ha scritto: rispondi »

E' una vegogna che i governi in questo Paese quello che dicono oggi lo smentiscono domani. Infatti prima ci hanno rotto le palle con le fonti rinnovabili, per rispettare l'ambiente dicevano loro. Ora questo sig. Letta cosa fa, si rimangia tutto allungando i pagamenti degli incentivi di ben sette anni (da 20 a 27) come se il valore dei soldi fosse lo stesso. Costui forse non sa che quando lo Stato dava gli incentivi gli impianti costavano un occhio della testa. Come si fa' a pagare la rata alla banca se i soldi sono dimezzati? Faccio una proposta: andiamo tutti dal sig. Letta a chiederli un prestito per pagarci l'impianto. Io non sono grillino ma riconosco che Grillo ha ragione da vendere. Questi politici sono proprio inaffidabili. Tex Willer

Paolo Redi, giovedì 20 febbraio 2014 alle17:12 ha scritto: rispondi »

In tutta l'Europa 'è una forte spinta lobbistica dei produttori elettrici convenzionali contro le rinnovabili. Non mi meraviglia. Ricordo certe affermazioni contro il fotovoltaico fatte da Scaroni che diceva che il fotovoltaico basato sul silicio era senza futuro, bassa efficienza ed altre affermazioni altezzose. Lui che se ne intende ha dato milioni all'MIT per sviluppare le celle organiche, rendimento se va bene il 4%. Non è questo che mi meraviglia. Mi meraviglia che nessuno in Italia ha sottolineato quanto si vuole fare tra Francia, Svizzera e Germania. Una nuova realtà tipo Airbus che produca moduli per oltre 1,5GWp all'anno. Ai suoi tempi nessuno credette in Italia per cui oggi si fornisce ad Airbus solo un poco di carpenteria forse in perdita. Meglio i contratti militari, paga Pantalone e se poi nascono aerei tipo AMX e C27 che non si riescono a vendere si trova sempre una sponda tra politici e sindacati per sopravvivere. Arriveremo tardi per la pace di Zandonato che niente ha fatto per proteggere le industrie padovane del settore rinnovabile anzi a messo la firma sulla riduzione dei supporti al settore.

Lascia un commento