Il nuovo decreto sugli incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche ha stanziato 800 milioni di euro nel biennio 2015-2016 per gli impianti alimentati da fonti pulite, gli impianti ibridi e gli impianti sottoposti a rifacimento parziale o totale. La soglia per l’accesso diretto agli incentivi è stata fissata a 60 kW per per gli impianti eolici o alimentati da moto ondoso; a 50 kW per gli impianti idroelettrici; a 200 kW per gli impianti a biomassa; a 100 kW per gli impianti a biogas e per il solare termodinamico.

Oltre queste soglie gli incentivi potranno essere richiesti partecipando ad aste al ribasso. Il testo del decreto già approvato dalla Conferenza Stato-Regioni è ancora in attesa del via libera della Commissione Europea, che dovrà pronunciarsi sulla compatibilità delle norme con le direttive comunitarie sugli aiuti di Stato. Stando alle indiscrezioni più recenti l’UE potrebbe chiedere delle modifiche al testo, rallentando l’iter già lento del provvedimento (atteso dagli operatori del settore dalla fine del 2014).

Il decreto sulle FER non fotovoltaiche cesserà di essere efficace il 31 dicembre 2016. Il rischio che il provvedimento duri solo pochi mesi dall’entrata in vigore si fa di giorno in giorno più alto. Un rischio che si accompagna a quello dello sforamento del tetto massimo di incentivi, fissato a 5,8 miliardi di euro all’anno. Il MiSE ha fatto sapere che sta già lavorando a nuovi incentivi per le rinnovabili:

Con il via libera a questo decreto ci metteremo subito al lavoro per disciplinare i meccanismi incentivanti relativi agli investimenti da effettuare dal 2017.

Rassicurazioni che non bastano a fugare le preoccupazioni delle associazioni di settore, allarmate dalle troppe penalizzazioni subite dagli operatori nel corso degli ultimi anni e dai ritardi nell’attuazione dei nuovi decreti. Per accelerare l’approvazione di nuove misure più stabili a favore delle rinnovabili assoRinnovabili ha manifestato il suo interesse a partecipare alla discussione sulle politiche energetiche e climatiche nazionali da qui al 2030.

L’associazione dei produttori italiani di energie rinnovabili ha chiesto in una lettera un incontro con i ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, volto a discutere il nuovo piano energetico italiano che andrà redatto e presentato all’UE entro il 2019.

Il piano dovrà tenere conto degli obiettivi climatici ed energetici fissati dal Consiglio europeo per il 2030: l’incremento dell’efficienza energetica del 27%; la riduzione delle emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli registrati nel 1990; l’aumento della quota di rinnovabili nel mix elettrico, nei trasporti e nel settore termico fino al 27%.

Nei giorni scorsi assoRinnovabili ha scritto anche alla Commissione Ambiente del Senato presieduta dal senatore Giuseppe Marinello per discutere di una tematica più urgente. L’associazione ha chiesto chiarimenti sul disegno di legge AS 119 Aree Protette, esprimendo preoccupazione per l’emendamento 9.200 presentato dal senatore Caleo.

La norma con valore retroattivo prevede l’erogazione di un contributo ai gestori di parchi e riserve in caso di costruzione di infrastrutture energetiche. A destare le perplessità di assoRinnovabili è l’estensione dei nuovi oneri agli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Per gli impianti idroelettrici il contributo annuale è fissato al 10% del canone demaniale, mentre per le centrali a biomassa con potenza superiore a 30 kW ammonta a 0,01 euro per kW. Stessa tariffa fissata per gli impianti alimentati da altre fonti rinnovabili con potenza superiore a 1 MW.

AssoRinnovabili appoggiata da assoElettrica invita la Commissione Ambiente a ritirare le misure, che andrebbero a colpire duramente il settore delle rinnovabili italiano. Lo scenario previsto dall’associazione è catastrofico: nel migliore dei casi molti operatori rinuncerebbero alle manutenzioni necessarie per far fronte ai nuovi oneri, nel peggiore si vedrebbero costretti a chiudere.

AssoRinnovabili ricorda che il settore del mini-idroelettrico è già sufficientemente tartassato a causa del recente incremento dei sovracanoni erogati ai Comuni dei Bacini Imbriferi Montani. Nella lettera l’associazione fa notare che le nuove norme in discussione in Commissione Ambiente tradiscono la normativa europea sulla promozione delle fonti rinnovabili. In chiusura assoRinnovabili e assoElettrica lanciano un appello al Governo, invitandolo a rivedere il testo del decreto e ad approvare nuove misure a favore delle energie pulite.

1 aprile 2016
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