I tagli alle rinnovabili preoccupano le piccole medie imprese. Confartigianato, CNA e Casartigiani hanno perciò scelto la via della nota congiunta per chiedere al Governo Monti un deciso correttivo ai nuovi decreti riguardanti gli incentivi alle fonti verdi. A rischio secondo le associazioni 85 mila aziende e circa 200.000 posti di lavoro.

Incentivi alle rinnovabili che preoccupano le PMI. A causare questa tensione nel settore i decreti diffusi nei giorni scorsi da Clini e Passera, considerati una minaccia per il comparto artigianale e della piccole e medie imprese:

I decreti presentati la scorsa settimana dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico di revisione degli incentivi per il fotovoltaico e per le altre Fonti rinnovabili preoccupano fortemente le Pmi che operano nel settore.

In particolare a suscitare le proteste delle associazioni il limite agli incentivi per gli impianti di piccole dimensioni, che rappresentano sostanzialmente quanto prodotto dalle PMI. Potenza al di sotto dei 30 kW che Confartigianato, CNA e Casartigiani chiedono mantenga la tutela prevista dai precedenti decreti sulle rinnovabili.

Interventi urgenti chiesti in modifica di quanto previsto dai due decreti resi noti la scorsa settimana, che metterebbero a rischio i buoni risultati fin’or ottenuti. Le stime delle PMI parlano di 20 miliardi di incentivi a fronte di un guadagno per lo stato di oltre 8 mld di gettito fiscale. Confartigianato chiede infine l’apertura di:

Un confronto trasparente per comprendere le scelte di Politica Energetica che il Governo intende intraprendere, mediante l’istituzione di un Tavolo Permanente sulle Fonti Rinnovabili, in considerazione delle potenzialità connesse con lo sviluppo della green economy e per contribuire alla definizione di un quadro di regole certe e continuative.

Fonti: La Repubblica | MilanoFinanza

26 aprile 2012
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I vostri commenti
Leoni Renato, giovedì 26 aprile 2012 alle19:58 ha scritto: rispondi »

SE SONO 85000 IMPRESE PENSATE QUANTI OPERAI ANDRANNO A CASA E POI PENSA DI AUMENTARE IL PIL, MANDIAMOLO A CASA IL PIU' PRESTO POSSIBILE

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