Il testo della manovra inviato al Quirinale non contiene il taglio degli incentivi per le rinnovabili nelle bollette di luce e gas. La telenovela sulle possibili nuove decurtazioni ai sussidi per le fonti pulite sembra essere dunque giunta alla sua conclusione, con un sospiro di sollievo da parte delle associazioni di settore e degli addetti ai lavori.

La parola fine alla querelle che ha tenuto banco negli ultimi giorni è giunta, secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters, da una “fonte governativa”, e anche il testo del provvedimento che circola online nelle ultime ore sembra confermare l’assenza dei tagli nella manovra varata dal Cdm.

Sparito, infatti, il comma 10 dell’articolo 35, che prevedeva una riduzione del 30% di tutti i benefici e le altre agevolazioni gravanti sulle componenti tariffarie delle bollette di gas ed elettricità. Gli incentivi alle rinnovabili, in primo luogo. Ma anche i sussidi per le famiglie indigenti, i contributi per le Ferrovie e i piccoli comuni e altre agevolazioni previste dalla normativa attuale.

La voce dei nuovi tagli si era diffusa qualche giorno fa, quando si era appreso che il ministro Calderoli aveva inserito nel testo in discussione al Consiglio dei ministri il famigerato emendamento numero 10. Immediato il coro di proteste da parte di associazioni e ambientalisti, che aveva convinto il ministro Paolo Romani a chiedere e ottenere il ritiro della misura taglia-incentivi dalla versione definitiva della manovra.

Ieri, però, complice il ritardo nella trasmissione del testo al Quirinale, l’ipotesi di nuove decurtazioni aveva ripreso a tenere banco sulla stampa specializzata, nonostante le secche smentite di Prestigiacomo prima e dello stesso Romani in un secondo momento. Stamani, infine, la conclusione del giallo: il provvedimento al vaglio del Colle non contiene indicazioni sul taglio degli incentivi e degli altri oneri presenti in bolletta. Salvo sorprese, dunque, per questa volta il mondo delle rinnovabili può tirare un sospiro di sollievo.

5 luglio 2011
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