Ennesima stroncatura per il Quinto Conto Energia fotovoltaico e il decreto sulle altre rinnovabili elettriche, e questa volta le critiche arrivano direttamente da Bruxelles. Il commissario europeo all’Energia Guenter Oettinger, infatti, ha inviato una lettera al governo italiano, evidenziando i punti critici dei due provvedimenti in corso di approvazione secondo l’Ue. A cominciare dal sistema dei registri obbligatori, che servirebbero soltanto ad appesantire la burocrazia e a rendere incerti gli investimenti. A preoccupare Oettinger, inoltre, si aggiunge il taglio degli incentivi, giudicato eccessivo.

Scrive il commissario europeo:

La forte riduzione delle tariffe incentivanti, insieme alle procedure amministrative che si applicano agli incentivi renderanno molto difficile, se non impossibile, per i produttori indipendenti accedere al finanziamento.

Il calo delle tariffe, dunque, dovrebbe avvenire in maniera più graduale, in modo da garantire gli investimenti già pianificati. Ma le critiche da parte di Bruxelles non sono finite. La Commissione, infatti, osserva anche l’assenza di provvedimenti dedicati alle rinnovabili termiche e al settore dell’efficienza energetica, in attesa da tempo dei decreti che riordino il quadro normativo e il sistema nazionale di incentivazione.

Si tratta, in sostanza, delle stesse critiche che ripetono da mesi non solo gli operatori delle rinnovabili, ma anche dagli enti locali, dalle associazioni ambientaliste e da entrambi i rami del Parlamento. Inevitabili, pertanto, i commenti immediati alla notizia del “richiamo” da parte dell’UE, a cominciare dalla reazione di Legambiente.

Per stare in Europa, non si possono affossare le energie pulite – dichiara il presidente di dell’associazione, Vittorio Cogliati Dezza – L’invito di Bruxelles a rivedere da capo a fondo il nuovo decreto sulle energie rinnovabili è un chiaro avvertimento sulla necessità di non sacrificare le fonti rinnovabili e i meccanismi che le incentivano.

Dello stesso avviso anche l’associazione Gifi-Anie, molto critica sul sistema dei registri e convinta che il tetto annuo di spesa, fissato dal Quinto Conto Energia a 6,5 miliardi di euro, debba essere portato almeno a 7 miliardi.

Così è intervenuto il presidente di Gifi-Anie Valerio Natalizia:

Bisogna avere coraggio ed investire, soprattutto nei momenti di crisi, nella competitività delle aziende nazionali ed in mercati promettenti come quello delle rinnovabili: ce lo chiede anche l’Europa.

Si uniscono al coro due senatori del Partito Democratico, Francesco Ferrante e Roberto della Seta, che definiscono “Clamorosa, ma del tutto logica e condivisibile” la critica giunta da Bruxelles, che rappresenta a loro dire una “netta bocciatura, che non può che indurre il Governo a rivedere drasticamente l’impianto del decreto, a partire dal meccanismo dei registri“.

Dichiarano i parlamentari democratici:

Di fronte all’ennesima bocciatura del decreto il Governo prenda definitivamente coscienza delle necessità di non andare a sbattere, e avvii con le Regioni il necessario lavoro di modifica per sfrondare il decreto da una dannosissima burocrazia.

La richiesta di tutti i soggetti coinvolti, infatti, è sempre la stessa: rivedere i testi del Quinto Conto Energia e del decreto sulle rinnovabili elettriche, recependo le indicazioni che i governatori presenteranno in Conferenza Stato-Regioni e avviando un confronto con tutte le altre parti in causa.

5 giugno 2012
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I vostri commenti
Giovanna Cairella, martedì 5 giugno 2012 alle20:00 ha scritto: rispondi »

brava Europa! Ed il governo si permtte di parlare anche di "liberalizzazoni".

Olindo Torraca, martedì 5 giugno 2012 alle19:43 ha scritto: rispondi »

Buongiorno , come non essere d'accordo sulla stroncatura Europea al V° conto Energia confezionato da incompetenti?   se poi consideriamo che non è stato nemmeno introdotto un premio per chi realizza gli impianti con prodotti realizzati Italiani è davvero una vergogna. Operiamo tutti per il bene comune ma sembra che questo governo abbia interesse a favorire solo le multinazionale che producono in Cina   rinunciando a sostenere le nostre industrie,  non sarà mica che le nostre banche hanno investimenti nel settore rinnovabili in  ORIENTE?  Olindo Torraca  presidente Associazione Nazionale Consumatori 100% Italiano 

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