Nei giorni scorsi abbiamo descritto più volte l’attuale situazione degli incentivi al fotovoltaico e alle altre rinnovabili. Sono attualmente in fase di definizione il Quinto Conto Energia e il decreto sulle rinnovabili elettriche, entrambi oggetto delle critiche di associazioni ed enti locali. Il problema principale è l’incertezza: con il nuovo sistema delle aste e dei registri non si sa fino all’ultimo se si prende la tariffa incentivante.

Proprio l’incertezza dei decreti, come anche di tutta la politica energetica italiana, è al centro di questa intervista che ci ha rilasciato Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente e a capo del settore Energia dell’associazione ambientalista. Le sue parole di Zanchini sono chiarissime, con aste e registri chiedere gli incentivi è come partecipare a una lotteria:

È come se prendessi un biglietto della lotteria: io ci provo, e ci sono molti altri che ci provano insieme a me, se mi va bene io prendo gli incentivi altrimenti rinvio di un anno e mezzo. È chiaro, però, che se io realizzo un investimento da ventimila euro (una famiglia che si fa il fotovoltaico sul tetto di casa, o un’impresa) e poi rinvio tutto a un anno e mezzo, e non sono sicuro dell’incentivo, con la banca l’accordo non lo troverò mai. Se i soldi non ce li ho nessuna banca me li presterà mai perché non c’è garanzia che io prenderò l’incentivo.

Zanchini, poi, prende in seria considerazione la nuova situazione che si è creata nel mercato elettrico con la concorrenza tra fotovoltaico e termoelettrico. Ma, pensando alle bollette che non scendono nonostante il fotovoltaico, assolve le rinnovabili e dice che la colpa è tutta del prezzo del petrolio e del gas:

L’aumento delle bollette di questi anni dipende in maniera perfetta dall’aumento del prezzo del petrolio, siamo in balia degli eventi internazionali. Poi c’è il contributo per il fotovoltaico ma è insignificante.

15 giugno 2012
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