Tra dieci giorni, il 21 marzo, il comitato governativo tedesco incaricato di redigere la proposta di riforma degli incentivi statali al fotovoltaico presenterà alla cancelliera Angela Merkel la bozza di riforma delle tariffe per il solare. Il ministro dell’Ambiente Peter Altmaier, recentemente sconfitto nel suo tentativo di tagliare i sussidi dall’alto e senza la partecipazione delle associazioni di categoria, ora si mostra conciliante e aperto alla discussione.

>>Leggi le dichiarazioni sul taglio agli incentivi al fotovoltaico in Germania

Un primo summit governativo sull’energia, in realtà, c’è stato già il 7 marzo. La Merkel e i suoi ministri hanno parlato della cosiddetta “Energiewende”, la rivoluzione energetica verso le rinnovabili che dovrebbe accompagnare la graduale uscita della Germania dal nucleare. L’obiettivo è quello di realizzare la rivoluzione senza far crescere il costo dell’energia elettrica per aziende e consumatori.

Da questo punto di vista, però, in Germania c’è una grossa novità: il giorno prima della discussione dell’Energiewende, il 6 marzo, l’Alta Corte di Düsseldorf ha stabilito che lo sconto in bolletta ai grandi clienti industriali energivori è illegittimo. In Germania, più o meno come succede in Italia con la cosiddetta legge “Salva Alcoa”, i grandi consumatori di elettricità hanno uno sconto sul prezzo che, nel caso tedesco, consiste nel non pagare gli oneri di rete sui kWh consumati.

Si parla di circa 300 milioni di euro non incassati dallo Stato, che fanno crescere la bolletta media tedesca visto che in Germania il 20% del costo dell’elettricità è destinato proprio a ripagare gli oneri di rete. A fronte della decisione dei giudici, quindi, le grandi aziende pagheranno certamente di più e i piccoli consumatori forse di meno. Quei trecento milioni potrebbero però anche essere aggiunti al monte degli incentivi alle rinnovabili, fotovoltaico incluso.

>>Leggi le prospettive per le rinnovabili in Germania

Altmaier, a questo punto, si trova nelle mani una questione tanto scottante quanto difficile da risolvere. È il classico cerchio da far quadrare a tutti i costi: ridurre le bollette, tentare di non far fuggire dalla Germania le grandi industrie energivore, accontentare le associazioni del fotovoltaico e delle altre rinnovabili non tagliando troppo gli incentivi. Tutto questo con le elezioni di settembre ormai alle porte.

Il ministro dell’Ambiente afferma ora che c’è un grande consenso tra i membri del Governo e le associazioni sulla necessità di rimodulare le tariffe incentivanti. Ma non comunica né i dettagli né i tempi. La Merkel, da parte sua, afferma che i tempi per la transizione energetica devono essere brevi e che ci sarà dialogo tra ministri e portatori di interessi.

Aggiunge però anche che in futuro ci dovrà essere un incontro annuale alla Cancelleria per tracciare i risultati delle politiche intraprese in fatto di energia e un incontro ogni due anni per coordinare le politiche del Governo centrale con quelle dei Governi dei singoli Stati della federazione. La situazione, quindi, al momento è ancora fluida ed è sempre più probabile che prima delle elezioni politiche di settembre ci sarà solo un compromesso minimo e sarà il prossimo Governo a fare la vera riforma.

Fonti: PV-Magazine | Reuters

11 marzo 2013
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