È scontro, in Germania, sulla prospettiva dei tagli agli incentivi per le fonti rinnovabili. Il sistema di sovvenzioni in vigore, in realtà, già prevede delle decurtazioni progressive con scatti temporali, ma il Bundestag, uno dei due rami dei Parlamento tedesco, ha già approvato nei mesi scorsi dei tagli ulteriori e una scadenza più ravvicinata per l’entrata in vigore delle nuove tariffe.

Una decisione che però non sembra essere condivisa dal Bundesrat, l’altra Camera che rappresenta i Länder, gli Stati-Regione tedeschi. La Commissione Ambiente, infatti, ha chiesto al Parlamento di di rimettere in discussione la legge. Secondo la stampa nazionale, in realtà, su questo tema sarebbe in atto addirittura uno scontro in seno alla CDU, il partito al governo.

I rappresentanti del Governo centrale, in pratica, starebbero esercitando delle pressioni sui colleghi eletti nei Länder per far approvare i tagli. Dal canto loro, i rappresentanti locali vorrebbero evitare di infliggere un duro colpo al settore delle rinnovabili, cruciale per l’economia dei singoli Stati.

Per evitare l’entrata in vigore dei tagli occorrerà che il Bundesrat esprima una maggioranza di due terzi contro il provvedimento, in modo da superare i voti favorevoli espressi dall’altra Camera. In ballo, secondo gli osservatori, potrebbe esserci anche una parte del destino politico della Merkel, che sulle politiche in materia di rinnovabili si gioca una fetta significativa del consenso degli elettori.

Difficile, per il momento, azzardare delle previsioni. Quel che è certo, però, è che il futuro delle sovvenzioni statali per le rinnovabili in Germania, Paese leader nell’energia pulita, potrebbe ripercuotersi in maniera significativa sulla politica degli altri Stati europei.

4 maggio 2012
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