Stefano Saglia, deputato del PDL ed ex sottosegretario all’Energia, dopo aver inizialmente criticato il Quinto Conto Energia, difende ora l’operato del Governo Monti in fatto di incentivi alle rinnovabili. Ma sposta anche l’attenzione su un altro tema delicatissimo: la rete elettrica. Saglia, commentando il Quinto Conto Energia e il decreto per le rinnovabili elettriche ha detto:

I decreti sulle fonti rinnovabili hanno introdotto incentivi maggiormente sostenibili per idroelettrico e biomasse rispetto a eolico e fotovoltaico. È stata fatta una scelta tecnologica. Non è un giudizio ma una constatazione, un dato di fatto

Maggiormente sostenibili per Saglia significa inferiori, ovviamente, e di molto. Riguardo alla rete elettrica, invece, l’ex sottosegretario nota che senza robusti interventi sui cavi dell’alta e altissima tensione si rischia di non poter sfruttare a pieno l’energia rinnovabile prodotta. Questo incide pesantemente sul ruolo che l’Italia potrebbe giocare a livello energetico:

L’Italia è un paese che può esportare energia e quindi ha bisogno di interconnessione elettrica. Inoltre è necessario migliorare l’efficienza della rete soprattutto nel Mezzogiorno dove l’intensità delle fonti rinnovabili è nettamente superiore. è indispensabile discutere del livello incentivi che devono essere economicamente sostenibili ma non bisogna sprecare l’energia che viene dalle fonti rinnovabili. Bisogna quindi aiutare Terna a terminare i progetti iniziati

E il progetto principe in fatto di rete elettrica in Italia è il raddoppio dell’elettrodotto Sicilia-Calabria, il cavo sottomarino Sorgente-Rizziconi:

Quanti soldi ci costa la Sicilia senza l’interconnessione? Un sacco di soldi, di piu’ ancora degli incentivi. Per questo l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi è più importante del ponte sullo stretto

A proposito delle dichiarazioni fatte dall’onorevole Saglia pubblichiamo una precisazione giuntaci dal suo ufficio stampa:

L’on. Saglia non intendeva difendere il V conto energia. Con sostenibile si intende dire che sono incentivi che favoriscono l’idroelettrico e le biomasse piuttosto che eolico e fotovoltaico. Quindi è un dato di fatto che sia stata favorita una tipologia piuttosto che un’altra. Saglia non ha mai detto che i tagli siano giusti anche perché da gennaio 2013 sarebbe entrato in vigore il sistema tedesco.

Fonte | AGI Energia

20 aprile 2012
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I vostri commenti
Giuseppe, sabato 21 aprile 2012 alle16:31 ha scritto: rispondi »

Tutelare l'interesse di pochi non è mai una scelta saggia se poi determinati interventi si facciano per fare cassa a differenza di quel che si vuol far credere è allora deprorevole...vedasi a tal proposito il fatto che non è stata precisato come verranno usati i proventi della vendita dell'energia da parte del GSE (tariffa onnicomprensiva) oppure l'acquisto di iscrizione obbligatoria ai registri (a pagamento, non rimborsabile e sistema di aste di svalutazione dell'incentivo per salire in graduatoria). Inoltre non tutti sanno che il primo investimento da fare è adeguare la rete dal punto di vista dei sistemi di controllo per l'inversione di flusso di energia nelle cabine di distribuzione e solo successivamente si rende necessario ampliare la rete di distribuzione...a meno che anche costruire nuove reti sia un interesse di pochi. Infine ricordo che la maggior parte degli investitori che conosco e che vengono ad investire qui al SUD ad acquistare i ns. tetti vengono dal Nord (gli investitori esteri se ne sono andati già da un pezzo ormai magari con gli incentivi del 2010): sicuri che gli interessi e i vantaggi siano tutti e soltanto del SUD? E come la mettiamo con la storia dei registri anche per i piccoli impianti(fino a 20 kW)? quali giustificazioni dare è veramente dura!!!

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