Il tema delle rinnovabili resta di estrema attualità nel nostro Paese. Negli ultimi due anni oltre che dare una mano concreta alla lotta alla riduzione della produzione di CO2, il settore è stato uno tra i pochi a dimostrarsi vitale e in crescita. Merito, si sa, di un sistema di incentivi statali tutt’ora vantaggioso. Con l’arrivo del 2013, però, nuove leggi dovranno regolamentare questi finanziamenti.

Il fotovoltaico resta la fonte rinnovabile su cui più aperte sono le discussioni. Sappiamo bene come secondo molti analisti il costo dei vari Conti Energia si riversi nelle bollette energetiche dimostrandosi poco conveniente, anche se non mancano comunque voci che smentiscano quest’interpretazione dei fatti. Più facile sembra il lavoro di Governo e Parlamento sulle restanti fonti energetiche rinnovabili.

Si dirà che per il 2013 c’è ancora tempo. In realtà, quando si parla di altre fonti rinnovabili, se si eccettua il minieolico, parliamo sempre di impianti più grandi che necessitano di lavori ed investimenti di ben altra portata rispetto ad un fotovoltaico domestico. Dunque, per certi versi siamo già in una fase di ritardo legislativo.

In effetti, la legge doveva essere già elaborata dal Governo a novembre, ma la caduta dell’esecutivo guidato da Berlusconi e le urgenze che sono seguite all’insediamento di Mario Monti l’hanno di fatto reso impossibile. Oggi però, dalle voci che circolano, pare che il Governo si sia deciso ad affrettare i tempi, almeno per quanto riguarda le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.

Per i dettagli precisi aspettiamo che qualcosa vengo messa su carta. Possiamo però anticiparvi alcune novità importanti: il nuovo esecutivo sembra un po’ più generoso nei confronti del settore, rispetto al precedente. Si parla di un paio di miliardi in più annui da investire, divisi fra fotovoltaico ed altre fonti.

Cambierà il meccanismo con cui vengono elargiti i finanziamenti, sostituendo i certificati verdi con una misurazione della produzione effettiva ed un compenso ad essa commisurato. Per l’eolico si prospettano finanziamenti durevoli 20 anni (25 in caso di impianti offshore). Il calcolo economico di quanto verrà corrisposto dipenderà dalle dimensioni degli impianti: da un minimo di 118 euro a MWh per impianti superiori ai 5MW ad un massimo di 310 euro per impianti inferiori od uguali a 20 kW.

Incentivi tra i 25 ed 30 anni per l’idroelettrico, con una forbice tra i 102 ed i 230 euro. Gli impianti geotermici non riceveranno più di 105 euro a MWh prodotto. In questi casi gli impianti grandi, superiori ai 5 MW non riceveranno incentivi automatici, ma potranno partecipare a delle aste al ribasso per accaparrarsi i finanziamenti.

Infine, qualcosa sarà previsto anche per le biomasse ed in alcuni casi impianti di questo tipo anche di 20 MW potranno essere accettati agli incentivi.


Complessivamente, il Governo per questi finanziamentistanzierà fra il 2013 ed il 2015 una cifra che andrà tra i 12 ai 14 miliardi, di cui circa metà destinati al fotovoltaico. L’obiettivo per questo lasso di tempo sarà l’installazione nel nostro paese di:
  • 1.850 MW di eolico a terra
  • 680 MW di offshore
  • 150 MW di idroelettrico
  • 60 MW di geotermico
  • 180 MW di biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili.

In conclusione, l’impressione è quella di un piccolo cambio di rotta. Il Governo Monti, pur timidamente, sta invertendo il trend dei tagli al settore del precedente governo. Speriamo che tutto ciò venga confermato anche nei prossimi giorni.

Fonti: Il Sole 24 Ore.

13 gennaio 2012
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