Il complicatissimo sistema di aste e registri per ottenere gli incentivi alle energie rinnovabili introdotto dal DM 6 luglio 2012 mostra i suoi primi risultati. Il GSE ha pubblicato una tabella in cui riassume il numero di richieste di incentivi per ogni tipo di procedura, dopo aver diffuso i risultati deludenti delle aste per l’eolico.

Leggi le FAQ pubblicate dal GSE sul Quinto Conto Energia

In sintesi si può dire che gli operatori del settore delle rinnovabili, dovendo scegliere tra le aste (in cui si vince l’incentivo se si fa il ribasso più alto) e i registri, hanno preferito il male minore: i registri. In totale, su 1.710 MW incentivabili con le aste, le richieste si sono fermate a 557 MW e mezzo. Dei quali ben 442 sono richieste per impianti eolici onshore (meno dei 500 MW preventivati).

Leggi i testi definitivi sul Quinto Conto Energia e il Decreto Rinnovabili

Alle aste non ha partecipato alcun impianto idroelettrico, un solo geotermoelettrico e tre impianti a biomasse. Tutte le pratiche, non essendo stata saturata la potenza massima disponibile, sono state ammesse alla procedura. Riguardo ai ribassi ottenuti il GSE comunica che:

Con particolare riferimento alle Aste, per l’eolico on shore risultano ammessi impianti per complessivi 442 MW, pari a oltre l’88% del contingente annuo messo ad asta. I ribassi offerti variano dal 2,50% al 24,41%, con un ribasso medio ponderato sulle potenze pari al 7,81%.

Per le altre fonti rinnovabili, il Decreto ha concentrato nell’anno 2013 la potenza disponibile per l’intero triennio 2013-2015. Si sono registrate, pertanto, percentuali di saturazione dei contingenti di potenza significativamente inferiori, fatta eccezione per il geotermoelettrico, per il quale la prima procedura ha assorbito l’intera potenza disponibile per il triennio.

Per quanto riguarda i registri, invece, per tutte le fonti tranne le biomasse la richiesta è stata superiore all’offerta. In totale, per tutte le fonti, era prevista una potenza incentivabile pari a 368 MW ma la richiesta ha superato i 594 MW.

Ma neanche quei 368 MW sono stati ammessi: dalle 676 pratiche accettate emerce una potenza ammessa a registro di 319 MW e una non ammessa di 224 MW (196 pratiche). A questi numeri si aggiungono gli “esclusi” dal registro: 32 pratiche per 29 MW.

16 gennaio 2013
Fonte:
GSE
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