Incentivi rinnovabili e piano energetico, le priorità di Clini

Corrado Clini torna a parlare di Piano nazionale energetico. Le parole del ministro dell’Ambiente arrivano durante il convegno organizzato dalla Cpl Concordia nella sede di Confindustria e intitolato “Energia – Priorità, Efficienza” e definiscono il documento come una priorità assoluta per l’energia italiana.

Corrado Clini attacca il problema in maniera diretta, senza tuttavia poter esprimere una tempistica certa. L’unico punto fermo è l’assoluta necessità di procedere alla definizione del Piano nazionale energetico, una priorità per l’intero settore:

Abbiamo finito il 102esimo giorno di governo, spero che nei prossimi cento si possa arrivare ad avere un piano nazionale energetico, che manca dal 1988.

Clini interviene poi anche sul tema energie rinnovabili e incentivi. Non sembra ci siano nel breve periodo nuovi cambiamenti nel volume dei contributi statali, che il ministro ritiene necessari. Le sue parole potrebbero però lasciar presagire nuove variazioni nell’elenco dei soggetti beneficiari dopo la già avvenuta esclusione del fotovoltaico agricolo:

Speriamo che gli investimenti sulle energie rinnovabili – ha proseguito – siano considerati come vere e proprie infrastrutture delle nuove città intelligenti. E’ su di esse che cerchiamo di orientare anche gli incentivi.

La speranza di Clini di poter arrivare entro cento giorni potrebbe però infrangersi su alcuni scottanti casi che interessano proprio il suo ministero: il TAV, le trivellazioni nel Cilento nei pressi del Parco nazionale, le fuoriuscite di petrolio in Basilicata, la Costa Concordia e non ultime le polemiche riguardanti propri gli incentivi alle energie rinnovabili. Alcuni esempi di quelle emergenze che potrebbero segnare l’inizio di una primavera tutt’altro che tranquilla, speriamo segno di una definitiva rinascita del senso ambientalista italiano.

13 marzo 2012
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I vostri commenti
Estepeppe, martedì 13 marzo 2012 alle13:35 ha scritto: rispondi »

   PER MINISTRO CLINI   NON DECAPITARE LO SVILUPPO DEL FOTOVOLTAICO CONCEDI UN PERIODO DI LAVORO STABILE DI SEI MESI PER TUTTI GLI IMPIANTI GIA' AUTORIZZATI O IN CORSO DI COSTRUZIONE (NON 60 GIORNI). CON REGOLE POCHE E SEMPLICI. PERTANTO CORREGGI L'ART. 65 ALLA CAMERA. FATECI OPERARE E NON FALLIRE. PERMETTETE DI GUADAGNARE, PAGARE LE TASSE E.....MANTENERVI!   NON PASSARE ALLA STORIA COME IL PRECEDENTE "ROMANI", IL PIU' GRANDE BASTARDO AMMAZZA RINNOVABILI, CON LOBBY ASSOCIATE (NUCLEARE).  

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