L’Associazione Bancaria Italiana, ABI, apprezza lo sforzo fatto dal Governo Monti nel tagliare gli incentivi alle energie rinnovabili, fotovoltaico e non solo. Secondo le banche, infatti, con i nuovi incentivi si sarebbe trovata una giusta via di mezzo tra le esigenze di chi investe nelle rinnovabili e quelle dei cittadini che si vedranno ridurre i costi in bolletta.

In un comunicato stampa rilasciato in occasione dell’apertura del Forum Green Energy, che si svolge nelle giornate di oggi e domani, l’ABI dichiara:

I nuovi decreti ministeriali sulle rinnovabili rappresentano un compromesso tra diverse esigenze: da un lato, la necessità di ridurre l’onere sulla bolletta elettrica degli incentivi alle energie rinnovabili e tenere maggiormente sotto controllo la spesa complessiva; dall’altro, continuare a sviluppare le energie rinnovabili favorendo il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020.

Sempre secondo l’associazione che riunisce le banche italiane, poi, i nuovi metodi con i quali verranno assegnati gli incentivi farebbero un gran bene all’economia italiana:

Le banche italiane guardano con particolare favore agli strumenti previsti dai decreti per potenziare la filiera industriale italiana e in particolare gli incentivi per le tecnologie più “virtuose” che stimolano innovazione, efficienza energetica, e consentono di ottenere benefici in termini di impatto ambientale.

Tutto questo è molto, molto difficile da comprendere. Considerato che sono stati aboliti i bonus per il fotovoltaico made in UE e quello per la rimozione dell’amianto, non si capisce proprio per quale motivo il Quinto Conto Energia dovrebbe stimolare la filiera industriale italiana più del quarto. Né si capisce come mai l’introduzione dei registri e delle aste, considerati una vera e propria lotteria dagli imprenditori del settore e dalle associazioni ambientaliste, dovrebbero portare benefici al nostro paese.

Al contrario, la prima cosa di cui si lamentano gli imprenditori è che con i nuovi meccanismi sarà sempre più difficile accedere al credito bancario, poiché si introduce troppa incertezza sugli incentivi. Sembrerebbe quasi, quindi, che le banche sia contente di non poter più finanziare le rinnovabili. Il cattivo pensiero trova anche conferme, se torniamo indietro con la memoria al gennaio 2011 (all’epoca c’era ancora il Terzo Conto Energia), quando il presidente della stessa ABI Alessandro Mussari lanciava un allarme rinnovabili, considerate solo una bolla speculativa. Scriveva all’epoca Mussari:

Il settore delle energie rinnovabili è a rischio di ‘bolla speculativa’ poiché è sostanzialmente basato sulle sovvenzioni pubbliche che potrebbero venire meno. I conti economici di queste imprese senza le provvidenze statali non reggerebbero. Avere investito nell’installazione del pannello o del mulino a vento ha determinato la creazione di un sistema economico garantito da soldi pubblici e quindi il rischio di una potenziale bolla speculativa pronta a esplodere.

E poi, leggete bene:

Le banche in Italia hanno fatto molto per le rinnovabili, spesso hanno fatto troppo. I finanziamenti alle rinnovabili non solo non sono mancati, ma mi auguro che non arrivi il momento di una rivalutazione critica di questi finanziamenti

Oggi, però, con gli incentivi stroncati l’ABI dichiara:

Il settore bancario guarda con particolare interesse allo sviluppo della green economy in generale e alle opportunità che si aprono sul fronte del finanziamento delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Le banche hanno cambiato idea? No, semplicemente hanno ottenuto un freno alle rinnovabili che, con la loro crescita impetuosa, stanno mettendo a rischio i bilanci di quelli che fino a ieri erano i loro unici clienti nel settore energetico: gli operatori del termoelettrico. Con la differenza, però, che le rinnovabili hanno i ricavi garantiti e pagheranno certamente il proprio debito, le centrali a gas e carbone no.

, Economia Oggi

19 giugno 2012
Fonte:
ABI
I vostri commenti
Rossi Giovanni, giovedì 21 giugno 2012 alle1:06 ha scritto: rispondi »

non si è mai sentito che un imprenditore investa in un progetto  e che tutta la comunità indiscriminatamente paghi per far guadagnare quest'ultimo.. questi son gli investitori nel fotovoltaico.. rischio d'impresa zero tanto finanziano le banche.. mah.. domandatelo a quegli imprenditori che si sono uccisi ultimamente.. 

Cosimo, mercoledì 20 giugno 2012 alle14:44 ha scritto: rispondi »

viva eolico biomasse fotovoltaico geotermico e spero presto anche marino! alla faccia di questi approfittatori

Gualth, martedì 19 giugno 2012 alle23:47 ha scritto: rispondi »

le banche fanno il loro gioco, il sole non paga tangenti ne accumula capitali: ecco che si preferisce bruciare carbone e petrolio o comperare energia all'estero pagandola carissima .. povera italia!!

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