Gli incentivi alle rinnovabili ricadrebbero come una vera “mazzata” sulle bollette degli italiani. È quanto dalle parole del presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, Guido Bortoni, presentando le stime dei costi per gli incentivi alle fonti rinnovabili. Secondo l’organismo, che svolge l’importante funzione di favorire lo sviluppo di un mercato concorrenziale nel settore energetico, infatti, solo nel periodo compreso tra il 2010-2020 la cifra si aggirerebbe sui 100 miliardi di euro.

In particolare, le stime confermano che nel 2011 i costi dovrebbero essere di circa 6 miliardi, 3 solo per il fotovoltaico, mentre per il 2020 dovrebbero lievitare e raggiungere un importo compreso tra i 10 e i 12 miliardi. Sulla base di quanto previsto dal Piano di Azione Nazionale elaborato dal Governo, quindi, l’incentivazione dovrebbe costare 2,7-3,3 centesimi di euro per kWh (il doppio rispetto a oggi, N.d.r.).

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha affermato che i fattori responsabili di questa preoccupante situazione sono diversi. Secondo Bortoni, infatti, pesa non solo la non corretta distribuzione nel tempo dei finanziamenti ma, soprattutto, la mancanza di una normativa stabile che possa favorire la ricerca tecnologica e lo sviluppo di una solida filiera industriale.

Per Bortoni quindi:

È necessario un modello di gestione efficiente che prevede la fissazione di obiettivi quantitativi e temporali da parte di governo e Parlamento, demandando all’Authority la responsabilità di definire gli strumenti e le modalità per raggiungere questi obiettivi al minimo costo.

A conclusione del suo intervento, Bortoni ha infine elencato i punti principali da affrontare e migliorare:

  • definizione di un nuovo sistema di incentivi basato esclusivamente su meccanismi di mercato;
  • snellimento delle procedure, in modo da rendere più semplici e, soprattutto, omogenee le autorizzazioni alle connessioni su tutto il territorio nazionale.

19 maggio 2011
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