Incentivi rinnovabili: cosa prevede il DM FER 2018-2020

Si riapre la finestra per gli incentivi alle fonti rinnovabili in Italia: con il cosiddetto DM FER 2018-2010, attualmente in fase di valutazione da parte dei Ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, il Governo sta per introdurre un nuovo triennio di tariffe incentivanti.

Gli incentivi saranno disponibili per eolico, fotovoltaico, idroelettrico, geotermoelettrico e per gli impianti di produzione di energia dal gas estratto dai depuratori e dalle discariche.

È prevista una priorità nell’assegnazione degli incentivi per chi installa gli impianti su “discariche esaurite, cave e miniere esaurite, aree di pertinenza di discariche o di siti contaminati“. Ovviamente è necessario prima bonificare i siti.

La cifra complessiva che verrà offerta dallo Stato a chi produce energia da fonti rinnovabili è assai minore che in passato: si parla di 900 milioni di euro. Va però detto che i costi di installazione degli impianti sono inferiori rispetto agli anni d’oro degli incentivi.

A grande richiesta torna anche il bonus amianto: una tariffa incentivante specifica per chi sostituisce una copertura in Eternit con un tetto fotovoltaico.

L’attuale bozza del decreto suddivide le fonti rinnovabili e i rispettivi incentivi in gruppi:

  • Gruppo A: i. impianti eolici; ii. impianti fotovoltaici;
  • Gruppo A-2: impianti fotovoltaici i cui moduli fotovoltaici sono installati in sostituzione di coperture di edifici su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
  • Gruppo B: iii. impianti idroelettrici; iv. impianti geotermoelettrici; v. impianti a gas residuati dei processi di depurazione; vi. impianti alimentati da gas di discarica;
  • Gruppo C: i. impianti oggetto di rifacimento totale o parziale e rientranti nelle tipologie di cui al gruppo A, lettera i) e gruppo B lettere iii) e iv).

In merito al fotovoltaico va precisato che non si parla degli impianti solari domestici, ma di impianti da almeno 20 kW di potenza. Cioè gli impianti per i quali non si può accedere alle detrazioni IRPEF previste dal cosiddetto “Bonus ristrutturazioni“.

Resta il meccanismo dei registri e delle aste, in cui ogni titolare di impianto compete con gli altri per l’incentivo offrendo di accettare una tariffa ribassata. Chi chiede meno, a parità di altre condizioni, vince l’incentivo.

È possibile l’apertura di un nuovo registro nel 2021, in modo da spalmare su un arco di tempo più lungo gli incentivi.

Nella attuale bozza, infine, si premia il “mini“: 10% di incentivo in più per mini eolico e mini idroelettrico che, non potendo puntare sull’economia di scala, hanno costi di produzione maggiori rispetto ai grandi impianti.

Il testo al momento in valutazione è leggermente diverso da quello presentato il mese scorso: ha subito alcune modifiche in seguito ai suggerimenti ricevuti dalle associazioni di categoria e dagli operatori delle rinnovabili.

24 ottobre 2018
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