Servono nuove risorse per le bioenergie. Lo ha specificato il ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina, all’apertura del convegno “Bioenergia: quali prospettive per l’agricoltura e le imprese italiane”, promosso proprio dal suo Ministero e dalla Fondazione Europa e Civiltà, in collaborazione con EnergyLab.

Presenti all’evento e intervenuti, oltre al ministro, anche l’on. Giuseppe Castiglione, il senatore Roberto Formigoni e Piero Gattoni, presidente del CIB, il Consorzio Italiano Biogas. Hanno partecipato anche Confagricoltura, CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), Coldiretti e Copagri, nonché le principali realtà del mondo della ricerca e aziendali per il settore.

Punto centrale della discussione è stato il biometano. Ne ha parlato Gattoni, commentando con soddisfazione il sostegno dato alle fonti rinnovabili da parte del Governo:

Siamo soddisfatti dell’impegno del Governo sulla nuova bozza di decreto per gli incentivi alle rinnovabili. Per consolidare questa eccellenza occorre garantire un sistema fiscale più stabile, la conclusione dell’iter normativo che riguarda il decreto sul digestato e il via libera definitivo al biometano.

Sull’argomento è tornato poi Castiglione, sottolineando quelle che possono essere le prospettive del Paese relativamente a questa risorsa, in un contesto normativo all’avanguardia, in quanto l’Italia è stata tra le prime nazioni a classificare il biometano come biocarburante avanzato.

Il senatore Roberto Formigoni, che presiede la Commissione agricoltura, sostiene che le bioenergie siano importanti non solo come fonte di energia pulita, ma anche per sostenere il lavoro e le tipicità del nostro Paese. Coerente con questa linea quella di Gattoni, che spiega:

Le bioenergie italiane, in particolare il biogas, si confermano modello di eccellenza, capace di accrescere il reddito e il livello di innovazione delle imprese italiane, favorendo l’ingresso delle nuove generazioni in agricoltura.

8 luglio 2015
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I vostri commenti
franco guerrazzi, domenica 12 luglio 2015 alle11:08 ha scritto: rispondi »

Abbiamo la possibilità di ottenere biogas mediante il trattamento dei rifiuti organici, che se fossero trattati con piccoli biodigestori da 100 Kwh ne faremmo la ricchezza dei comuni e dei piccoli bacini, mentre si preferisce la scelta dei grandi impianti dove a goderne sono soltanto i soliti noti.............................inquinando si come impatto ambientale , sia come inquinamento da trasporto..........................

Maurizio Acierno, giovedì 9 luglio 2015 alle11:49 ha scritto: rispondi »

Sul Biogas é urgente una riflessione diversa da quelle che si stanno facendo. E' una ottima tecnologia, nata per un recupero ecologico dei reflui zootecnici e scarti agricoli, che dovrebbe essere limitata a quanto scarta la singola azienda agricola. Nel tempo si è trasformata in un businness enorme per coloro che hanno istallato questi impianti, grazie ai generosissimi incentivi statali, senza i quali sarebberi tutti passivi, inducendo molti agricoltori - o meglio industrie agricole - a convertire migliaia di ettari di terra da coltivazione ad uso alimentare, che dovrebbe essere l'unico scopo dell'attività agricola, a coltivazione di mais da biomassa. Nell'anno dell'Expo lo considero una vera vergogna. Che si aggiunge all'enorme inquinamento da pesticidi generato dall'attività agricola, in cui i terreni a biomassa la fanno da padroni.

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