Con il sistema delle aste al ribasso e dei registri GSE non si raggiungono neanche gli obiettivi per le energie rinnovabili della Strategia Energetica Nazionale. Lo pensa l’Associazione Produttori Energie Rinnovabili (APER), che alla luce del flop delle assegnazioni degli incentivi, ribadisce come il metodo sia sbagliato e vada corretto. A non funzionare bene sono sia le aste che i registri:

  • Sul fronte registri nella maggior parte dei casi i contingenti previsti sono stati ampiamente superati dalle richieste pervenute, risultando pertanto troppo esigui;
  • Sul fronte aste, la scarsa partecipazione è principalmente dovuta alla difficoltà dei meccanismi di accesso e alla possibilità di escussione delle garanzie senza giusta causa.

>>Leggi i dati relativi delle aste per gli incentivi alle rinnovabili elettriche

Pochi incentivi disponibili, troppa burocrazia per ottenerli. Così, secondo il presidente di APER Agostino Re Rebaudengo, non c’è affatto da stupirsi se il meccanismo non ha prodotto i risultati sperati:

I dati emersi non sorprendono bensì confermano le perplessità più volte formulate da APER in tutti i tavoli istituzionali, in occasione dei quali ha sostenuto che il nuovo quadro normativo, con l’introduzione di tali meccanismi, avrebbe inevitabilmente portato ad un forte rallentamento della crescita del settore.

I criteri di accesso ai nuovi meccanismi incentivanti, il livello delle tariffe e l’inadeguatezza dei contingenti rispetto al mercato, rappresentano, a nostro avviso i principali punti critici su cui il Governo deve intervenire immediatamente.

APER, che si dichiara disponibile a spiegare al Ministero dello Sviluppo Economico come dovrebbero essere assegnati gli incentivi se li si vuol far funzionare veramente, non è l’unica associazione del settore rinnovabili a criticare aste e registri. Nelle settimane scorse gli industriali dell’eolico riuniti in ANEV avevano pesantemente criticato l’operato del Governo, chiedendogli una urgente assunzione di responsabilità.

Ma, forse, proprio al Governo c’è qualcuno che vede il fallimento delle aste e dei registri come un successo.

18 gennaio 2013
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