Sei associazioni ambientaliste si uniscono alla richiesta di rivedere i decreti sul Quinto Conto Energia e sulle rinnovabili elettriche avanzata dagli Stati Generali delle Rinnovabili. Legambiente, Greenpeace, WWF, Kyoto Club, Symbola e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile hanno scritto alle regioni e agli altri enti locali affinché facciano pressione sul Governo e i due decreti vengano modificati.

Le sei associazioni chiedono prospettive chiare per il comparto delle rinnovabili:

In un momento così delicato per il Paese in cui appare indispensabile rilanciare l’economia e creare nuovo lavoro, è importante che si definiscano prospettive chiare per i comparti delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, tra i pochi che in questi anni hanno garantito nuova occupazione grazie alla nascita di migliaia di imprese

Ma i due decreti contestati, secondo gli ambientalisti, tagliando gli incentivi tutto fanno tranne che garantire un roseo futuro alla verde energia:

I provvedimenti sulle rinnovabili elettriche proposti dal Governo rischiano in realtà di affossare un comparto che aveva e ha tutte le carte per divenire l’asse portante della green economy e della rivoluzione energetica avviata a livello mondiale. Sembra prevalere un atteggiamento punitivo: invece di accompagnare la necessaria riduzione degli incentivi con un alleggerimento degli oneri burocratici, vengono introdotte nuove pastoie

Nella lettera delle associazioni agli enti locali, però, non ci sono solo dichiarazioni di principio ma anche precisi suggerimenti di modifica dei due decreti. In particolare si chiede l’abolizione dell’obbligo dei registri per gli impianti di grandi dimensioni:

Al posto di questa impostazione, suggeriamo di adottare un approccio molto più efficiente ed efficace basato sulla riduzione automatica delle tariffe al superamento di scaglioni di potenze prefissate. Si impedirebbe così la corsa alle installazioni e il mercato si autoregolerebbe. ad esempio, riducendo per il fotovoltaico la tariffa del 2% ogni 150 MW installati, si otterrebbe lo stesso valore previsto dalla tariffa per il quinto semestre avendo installato 3 GW senza l’incubo dei registri. Meno burocrazia, più efficacia

La richiesta di Legambiente, Greenpeace, WWF, Kyoto Club, Symbola e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, quindi, è molto chiara: in Italia le Regioni dovrebbero fare ciò che stanno tentando di fare i Land in Germania. Cioè imporre al Governo federale un drastico dietrofront nella politica di tagli agli incentivi alle rinnovabili.

18 maggio 2012
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