ANTER, Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili, si associa al coro di critiche sulla decisione del Governo Monti di tagliare ulteriormente gli incentivi al fotovoltaico con il Quinto Conto Energia e chiede un incontro con il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.

Il timore dell’associazione non è più per i grandi impianti fotovoltaici agricoli, ormai totalmente fuori gioco a causa del decreto Salva Italia, ma piuttosto per i piccoli impianti domestici che col nuovo regime di incentivi sarebbero soggetti all’obbligo di iscrizione nel registro GSE se superano i 3 kW. Come spiega Antonio Rainone, presidente di ANTER:

La crescita del fotovoltaico ha determinato in Italia benefici in termini occupazionali, economici e fiscali e contribuito a migliorare la qualità dell’ambiente e la salute dei cittadini. Auspichiamo pertanto, insieme ai 100mila associati ANTER, un’azione concreta del governo a supporto degli impianti domestici, condominiali e delle PMI, per non fermare la diffusione democratica della produzione di energia da fonti rinnovabili che genera effetti positivi per tutto il Paese e la sua bolletta energetica

L’accenno alla bolletta energetica non è affatto casuale, visto che il fotovoltaico è accusato di essere la causa principale del carobollette. Secondo Rainone, però, il fotovoltaico farebbe scendere, e non salire, i costi dell’energia elettrica:

Dati recentemente diffusi (Fonte: Rapporto Irex 2012) hanno infatti evidenziato che la produzione di elettricità da fonti rinnovabili genera oggi in Italia una diminuzione di costi fino al 10% nella fascia più cara, quella del picco diurno, quando la richiesta di energia elettrica è al massimo.


Ecco, allora, la richiesta di incontro al ministro dell’Ambiente Corrado Clini. E quella di posticipare l’entrata in vigore del Quinto Conto Energia (ancora non ufficialmente presentato dal Governo) al gennaio 2013. ANTER chiede poi di estendere l’obbligo di registro solo per gli impianti sopra i 20 kWp, il ripristino del bonus amianto e del bonus UE.

ANTER non chiede, invece, di incontrare il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera che, sebbene abbia l’ultima parola sugli incentivi, ha già detto chiaramente di essere contrario a questi sussidi e di preferire lo sviluppo dei giacimenti di petrolio e gas nazionali.

6 aprile 2012
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