Il nuovo sistema “spalma incentivi” per le rinnovabili è una minaccia alle aziende del settore. Questo il pensiero espresso da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) e dal Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), che guardano con preoccupazione a quanto introdotto nel decreto “Destinazione Italia” approvato venerdì dal Governo Letta.

Al centro della contestazione da parte di ANEV e del Coordinamento FREE la possibilità per chi produce energia da fonti rinnovabili di suddividere gli incentivi in un arco di tempo maggiore rispetto a quanto al momento previsto, agevolando così i consumatori finali che vedrebbero ridotte le proprie bollette. Un meccanismo che lascerebbe in realtà ben pochi margini di manovra alle imprese secondo quanto afferma Simone Torni, presidente ANEV:

Con sorpresa abbiamo appreso che nel decreto sviluppo “Destinazione Italia”, recentemente approvato in Consiglio dei Ministri, è stato inserito un provvedimento che, con l’idea di ridurre la tariffa elettrica, introduce un meccanismo “spalma incentivi” che determina una condizione fortemente penalizzante per gli operatori del settore eolico. Nonostante si parli di adesione volontaria alla riduzione dell’incentivo a fronte di un allungamento temporale dello stesso di sette anni, di fatto la previsione di non poter effettuare interventi per dieci anni per chi non dovesse aderire alla riduzione dell’incentivo, ne determina in effetti un obbligo poiché pregiudica l’attività degli operatori che decidono di non aderire.

Si tratta dell’ennesimo ricatto per gli operatori eolici, già fortemente penalizzati dalle recenti tasse introdotte, Imu, Robin Tax, oltre che colpiti dai tagli retroattivi degli incentivi e dai farraginosi e penalizzanti meccanismi delle aste e dei registri che non stanno funzionando come previsto. Tale provvedimento rappresenta, se non modificato, un colpo all’industria italiana dell’eolico che fino ad oggi ha portato crescita e occupazione al Paese e che ha tutti i margini per portare ancora benefici all’economia italiana.

Dure critiche nei confronti del provvedimento anche da G.B. Zorzoli, portavoce del Coordinamento FREE, che torna ad attaccare la scarsa continuità che viene riservata alle fonti rinnovabili per quanto riguarda le normative. Ennesima modifica che si tradurrebbe in questo caso, afferma Zorzoli, in un vero e proprio ricatto alle imprese:

Non c’è giorno in cui non si attacchino le fonti rinnovabili, cambiando le regole mentre la partita è in gioco. Il Governo dice di ridurre il costo delle bollette, ma di fatto mette il cappio alle imprese che hanno investito nelle rinnovabili. Di fatto le aziende del settore sono di fronte ad un ricatto: se vogliono innovare gli impianti nel tempo devono per forza aderire al piano di allungamento degli incentivi nel tempo.

Abbiamo presentato le nostre proposte di riduzione degli oneri in bolletta, senza penalizzare le rinnovabili, sia nel corso di audizioni in Parlamento, sia al ministro Zanonato, che avevamo invitato al nostro incontro su questo e altri temi con il mondo politico, imprenditoriale e sociale, ma né allora, né successivamente abbiamo avuto ascolto.

17 dicembre 2013
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giorgio, martedì 17 dicembre 2013 alle21:01 ha scritto: rispondi »

questo governo ,come i precedenti del resto, è nemico (nei fatti) dell'energia pulita che anche se di poco (per ora) riduce i consumi di petrolio e gas. che oltretutto dobbiamo IMPORTARE

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