Le rinnovabili non possono ancora fare a meno degli incentivi statali, ma hanno davanti a loro un futuro brillante. Lo sostiene uno studio appena pubblicato da Credit Suisse, che analizza le prospettive economiche delle varie fonti energetiche a basso tenore di carbonio e sembra voler lanciare un messaggio al governo di Berna, che ha appena annunciato un taglio dei sussidi per l’energia “verde”.

Secondo l’istituto bancario elvetico, infatti, le rinnovabili si stanno progressivamente smarcando dalle sovvenzioni statali, ma non potranno farne completamente a meno ancora per qualche anno, ovvero fino al raggiungimento della cosiddetta “grid parity”, ovvero il momento in cui i prezzi dell’energia solare si attesteranno su un livello pari o inferiore a quelli delle fonti tradizionali:

Fino ad allora e durante il periodo di transizione – spiega Credit Suisse – le piazze azionarie esposte al settore dell’energia rinnovabile saranno probabilmente caratterizzate da un elevato grado di volatilità e la performance dei titoli dipenderà in larga misura dalle decisioni di mercato in materia di sovvenzioni.

Dagli incentivi, in altri termini, dipenderà non solo la salute delle imprese del settore delle rinnovabili, ma anche la stabilità economica dell’intero settore. Quello che conta per la banca svizzera, comunque, è che, sovvenzioni o no, per le fonti rinnovabili le prospettive restano “brillanti”

6 febbraio 2012
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Cosimoamoroso, mercoledì 8 febbraio 2012 alle14:15 ha scritto: rispondi »

che giudizio "indipendente"!!! Le banche quando danno finanziamenti per il fotovoltaico si fanno "girare" dal GSE i finanziamenti pubblici per stare più "tranquille"!!

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