Entro oggi il fotovoltaico e le altre rinnovabili italiane potrebbero avere un futuro più certo. E’ prevista per questa mattina, infatti, la riunione della Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali dalla quale dovrebbe uscire il parere definitivo degli organi di governo locali sul Quinto Conto Energia e sul decreto rinnovabili elettriche.

Il punto di partenza di Regioni, Province e Comuni è ben lontano da quello del Governo Monti, che vorrebbe tagliare drasticamente gli incentivi, porre un tetto di spesa massima di 6,5 miliardi di euro l’anno, istituire l’obbligo dei registri GSE anche per gli impianti di piccola taglia. Quindi, per dirla in sintesi, pochi soldi e molta burocrazia per le rinnovabili con lo scopo dichiarato di rallentarne la diffusione perché, come ha ammesso lo stesso ministro Corrado Passera, siamo già oltre gli obiettivi imposti dall’Europa.

Gli enti locali, al contrario, al momento sembrano tifare per la posizione più volte espressa dalle associazioni di categoria delle rinnovabili e da quelle ambientaliste: niente tagli eccessivi, niente registri, niente aste per assegnare la capacità incentivabile per ogni tipo di fonte rinnovabile. Posizione abbastanza ben sintetizzata dall’ultimo appello fatto proprio alle Regioni da una delle aziende attive nelle rinnovabili che potrebbe essere pesantemente penalizzata dai due nuovi decreti, Enerpoint:

I provvedimenti contenuti nelle bozze dei decreti ministeriali risultano restrittivi per lo sviluppo del mercato. Riteniamo indispensabile, quindi, che il Governo apporti delle sostanziali modifiche, in assenza delle quali si compromette la sopravvivenza di molte aziende del settore, con conseguenti ripercussioni negative sull’occupazione e sull’economia nazionale.

A creare problemi è soprattutto il tetto massimo di spesa annuo, fissato su un livello ritenuto troppo basso:

In particolare risulta problematica per tutto il comparto la limitazione del budget di spesa annua a una cifra inferiore ai 7 miliardi di euro. Per lo Stato italiano il conto economico del Conto Energia è in attivo e inoltre la produzione di energia da fonte fotovoltaica nelle ore diurne spinge significativamente al ribasso il prezzo dell’energia elettrica, per effetto dell’incremento della concorrenza tra le fonti convenzionali.

Poi Enerpoint avverte il Governo: se si esagera con i tagli e la burocrazia gli addetti al settore, migliaia di lavoratori, andranno tutti a casa. Dice chiaramente Rocco Viscontini, presidente e amministratore delegato di Enerpoint:

Se i ministri Passera e Clini confermeranno il registro, limitando inoltre il livello di spesa annua a meno di 7 miliardi, si renderanno responsabili della perdita di migliaia di posti di lavoro all’interno del settore trainante della green economy e del rallentamento del processo di affrancamento del sistema energetico italiano dalle fonti fossili provenienti dall’estero. In questo modo il mercato fotovoltaico italiano non riuscirebbe a raggiungere il traguardo dei 2-3 GWp di installazioni annuali citato dagli stessi ministeri, ma si limiterebbe, nella migliore delle ipotesi, a 700-800 MWp all’anno.

Fonti: Conferenza Unificata | Enerpoint

6 giugno 2012
I vostri commenti
pier luigi caffese, giovedì 7 giugno 2012 alle11:04 ha scritto: rispondi »

Governo e Regioni:sull'energia non vogliamo lo sviluppo,ma solo piccoli progetti. Che Governo e Regioni siano contro 720.000 giovani da sviluppare ed occupare in energia ed agribusiness con 125 miliardi di fatturato annuo è un assurdo.Due progetti oggi conducono l'Italia al declino o sviluppo.Il progetto gas Eni-Assominiere con grande import ed un po' di trivelle profonde non porta sviluppo ma solo declino in raffineria e chimica base fossile.Il metano si usi per riscaldare,bruciarlo per energia è solo da incompetenti che addebbitano a noi 80 miliardi di import annuo.Il piano Caffese è il piano Obama-Merkel tradotto in italiano con vento-mare-hydro modulare cioe' acqua e tante umili canne per biomassa ma vale 125 miliardi annui e 300.000 giovani da occupare subito e 720.000 in 10 anni. Se l'Eni fa un piano migliore chapeaux,altrimenti ci lasci lavorare in rinnovabili sia come energergia che come carburanti ad 1 euro litro per 5 anni.Capito!

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