La Spagna ha appena approvato un Real Decreto Ley che prevede, tra le altre cose, una moratoria temporanea degli incentivi statali per i nuovi impianti rinnovabili. La notizia è stata data dal Ministro dell’Industria José Manuel Soria, che ha precisato che la sospensione dei sussidi vale solo per i nuovi impianti.

In un comunicato stampa dell’esecutivo guidato da Mariano Rajoy si legge che il blocco riguarda anche le procedure di pre-assegnazione delle autorizzazioni e che non si conosce ancora la data di interruzione della moratoria. La misura riguarda non solo l’eolico, settore in cui la Spagna è leader in Europa, ma anche fotovoltaico, solare termodinamico, cogenerazione, biomasse, biogas, mini-idroelettrico e termovalorizzazione dei rifiuti.

Il Governo ha motivato la sua decisione con la necessità di far fronte alla crisi economica, spiegando che “mantenere l’attuale sistema di incentivazione non è compatibile con la situazione di crisi economica e il calo della domanda”, ma l’annuncio della moratoria ha scatenato la reazione immediata di addetti ai lavori e associazioni ambientaliste.

Secondo José Luis Garcia, responsabile Energia di Greenpeace Spagna, il decreto rischia di determinare uno stop ingiustificato allo “sviluppo delle energie rinnovabili, fattore in grado creare posti di lavoro e sviluppo economico per la Spagna mentre si continua a sostenere finanziariamente carbone ed energia nucleare”.

Le associazioni e le imprese del settore, inoltre, hanno già annunciato azioni di protesta per tutelare le migliaia di lavoratori interessate dal blocco degli incentivi. Il Governo spagnolo, per ora, non sembra intenzionato a fare dietrofront, ma ha ribadito che la moratoria non mette a rischio gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili al 2020 né l’approvvigionamento di elettricità per la Spagna:

Il Governo conferma il suo impegno a favore delle energie rinnovabili come parte indispensabili del mix energetico del paese – si legge nella nota ufficiale – Nel 2011, il 93% della potenza installata è di impianti a fonti rinnovabili, e queste installazioni hanno coperto il 33% della domanda elettrica.

Rassicurazioni che per ora sono servite a tranquillizzare gli addetti ai lavori del comparto rinnovabili, già provati per le conseguenze della crisi europea e dall’aumento del tasso di disoccupazione nazionale, che ormai sfiora il 23%.

30 gennaio 2012
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