Incentivi per chi ricicla di più, la proposta di Legambiente

Nel 2012, in base ai dati ISPRA, il 39% dei rifiuti urbani prodotti in Italia è finito in discarica: 11,7 milioni di tonnellate di materiale, pari a 196 kg pro capite. Una situazione che Legambiente ritiene inaccettabile e che, secondo l’associazione ambientalista potrebbe essere risolta con un nuovo sistema di incentivi e di tasse che renda il riciclo più conveniente, anche economicamente, rispetto al recupero energetico e allo smaltimento in discarica.

Legambiente propone, in sostanza, di tassare lo smaltimento in discarica, che in molte regioni costa ancora pochissimo. In Puglia, ad esempio, il costo medio è di 50 euro per tonnellata, mentre nel Lazio si va dai 40 ai 70 euro/t. In realtà, dal 1995 esiste una norma che istituisce un tributo speciale per lo smaltimento dei rifiuti in discarica (la cosiddetta ecotassa regionale), che però è stato realmente utilizzato solo in poche regioni. È il caso della Sardegna e delle Marche, dove l’ecotassa è servita a premiare i Comuni più virtuosi, penalizzando invece quelli che non lo sono stati.

Oltre che migliorare l’ecotassa, abolendo prima di tutto il tetto massimo di 25 euro per tonnellata previsto dalla norma attuale, secondo Legambiente è necessario cancellare gli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti, incentivando invece il riciclo e non solo le raccolte differenziate.

Gli acquisti verdi e il completamento della rete di impianti per trattare i rifiuti organici, carente soprattutto al Sud, rappresentano altri tasselli della proposta dell’associazione per risolvere definitivamente i problemi nella gestione dei rifiuti. Une delle idee concrete, ad esempio, è quella di introdurre un regime di IVA agevolata (ad esempio al 10%) per i prodotti o manufatti realizzati con una percentuale minima di materiale riciclato.

Spiega Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente:

La strada per uscire dall’emergenza non è in discesa ma se c’è la volontà politica si può fare anche in tempi brevi. Sull’attività delle discariche pretendiamo il rispetto della direttiva europea e l’uso della leva economica, modificando in Parlamento l’ormai superata legge sull’ecotassa del 1995, per aumentare i costi dello smaltimento, diffondere le raccolte differenziate domiciliari secco-umido e sostenere il riciclo.

Tornando ai dati ISPRA, nel 2012 la metà delle regioni italiane ha conferito in discarica oltre il 50% dei propri rifiuti urbani. In coda alla classifica troviamo Sicilia (83% dei rifiuti urbani smaltiti in discarica, 404 kg per abitante), Calabria (81%, 356 kg/ab) e Liguria (66%, 388 kg/ab).

20 novembre 2013
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