Incentivi per aumentare lo sport a scuola, la proposta del ministro Lorenzin

Incentivi per lo sport a scuola in risposta ai dati OMS sulla scarsa attività fisica nei giovanissimi. A lanciare la proposta è il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che in un suo post apparso su Facebook ha ribadito la necessità di incrementare la pratica sportiva entro le mura scolastiche. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità circa l’81% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 risulterebbe inattivo fisicamente.

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Aumentare lo sport a scuola grazie a un sistema di incentivi potrebbe essere una risposta efficace secondo Beatrice Lorenzin, che nel suo post ha dichiarato:

Studiare incentivi fiscali per chi svolge la pratica sportiva e, soprattutto, aumentare le ore di educazione fisica nelle scuole, affinché questa materia non sia più una cenerentola, ma un volano decisivo per rendere la nostra società più attiva e in buona salute.

L’alert dell’Organizzazione mondiale della Sanità sottolinea come l’inattività fisica è un fattore chiave per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, diabete e cancro: non è assolutamente da sottovalutare. […] Secondo i dati del sistema PASSI 2017 più del 32% degli italiani è da considerare sedentario.

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Riprendendo una valutazione fatta a suo tempo dall’allora ministro per le Pari Opportunità e lo Sport Josefa Idem, l’attuale ministro della Salute ha annunciato che durante la prossima legislatura punterà ad alcune modifiche nella struttura delle scuole primarie, dove spesso l’attività fisica è estemporanea e affidata a maestre non specializzate (quando non a progetti a pagamento per le famiglie).

Necessari a questo proposito degli incentivi da parte dello Stato, spiega il ministro della Salute, che Lorenzin stima in circa 250 milioni di euro:

Considerando che l’attività motoria con il docente specialista dovrebbe continuare a prevedere due ore a settimana d’insegnamento, sarebbero circa 11mila gli insegnanti che occorrerebbero. Calcolando che lo stipendio annuale iniziale, comprensivo di oneri fiscali e previdenziali, si aggira sui 23mila euro annui, l’impegno economico per lo Stato sarebbe di almeno 250 milioni di euro.

13 febbraio 2018
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