Il cielo è nero sopra il fotovoltaico. I ministri dell’Ambiente e dell’Economia tedeschi, Norbert Röttgen e Philipp Rösler, hanno annunciato la nuova road map degli incentivi ai pannelli solari in Germania che dovrà essere approvata prima dal Consiglio dei Ministri e poi dal Parlamento. Gli incentivi sono di nuovo in calo: la prima riduzione si avrà il 9 marzo, poi ci sarà un -0,015 €/kWh di diminuzione ogni mese a partire dal primo maggio.

Sempre dal 9 marzo, poi, spariscono gli incentivi agli impianti sopra i 10 MW, con una norma transitoria che prevede un limite di tempo fino al primo luglio per quelli in fase di costruzione e di allacciamento. Chi non riesce a completare i lavori e ad allacciare i pannelli fotovoltaici alla rete entro quella data resta fuori dagli incentivi.

Una politica ben diversa da quella italiana, che dice di ispirarsi alla Germania quando taglia gli incentivi al fotovoltaico ma si dimentica di prevedere una finestra per gli impianti già costruiti. Salvo poi accorgersi di aver combinato un pasticcio. In Germania, inoltre, è ancora possibile ricevere la tariffa incentivante anche per il fotovoltaico agricolo.

Tolti gli impianti sopra i 10 MW di potenza, gli altri restano divisi in tre grandi categorie con altrettante fasce di incentivazione: 10-100 kW, 100-1000 kW e 1-10 MW che riceveranno dal 9 marzo 19,5 centesimi di euro per kWh, 16,5 centesimi di euro per kWh e 13,5 centesimi di euro per kWh. A queste tre categorie si deve aggiungere quella prettamente domestica sotto i 10 kW, che prende 19,5 centesimi.

Tutte le tariffe incentivanti si ridurranno progressivamente, da qui al 2016, fino a 12,75 cent (sotto i 10 kW), 9,75 cent (10-100 kW), 9,75 cent (100 kW-1MW) e 6,75 cent per gli impianti di potenza compresa tra uno e dieci MegaWatt, siano essi a terra o su tetti, serre, pensiline.

In confronto gli incentivi italiani sono ancora più alti, sebbene sia già noto che il ministro dell’Ambiente Corrado Clini e quello dell’Economia Corrado Passera abbiano intenzione di abbassarli. Se ci dovessimo ispirare alla Germania, però, dovrebbe sparire il maxi incentivo sulle serre fotovoltaiche che sono fortemente a rischio speculazione e tornare quello sugli impianti a terra che, per quanto possano dire i detrattori delle rinnovabili, fino ad oggi hanno “rubato” all’agricoltura percentuali di territorio agricolo da prefisso telefonico.

24 febbraio 2012
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