Il fallimento del gigante Suntech ha scosso il mercato cinese del fotovoltaico. Anche senza questo “intoppo” però, il Governo di Pechino ha comunque intenzione di procedere con il suo piano che farà della Cina il più grande produttore e consumatore di fotovoltaico al mondo già nel 2013. Tuttavia, sono in arrivo modifiche al programma nazionale di incentivi, il cosiddetto “Golden Sun”.

>>Leggi i dettagli della crisi Suntech

Durante il Solarcon China 2013 Symposium del 20 marzo, infatti, Wang Sicheng ha parlato apertamente della possibilità di cambiare paradigma per l’incentivazione dell’energia solare. Quest’ultimo è membro dell’Istituto di Ricerca sull’Energia cinese, a sua volta parte della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, ovvero la massima autorità statale cinese in fatto di pianificazione economica.

>>Leggi le prospettive per il 2013 del fotovoltaico cinese

Wang Sicheng prevede il passaggio da una tariffa che incentiva la quantità di fotovoltaico installato ad una che punta tutto sulle performance, e quindi sulla qualità, dei pannelli fotovoltaici installati. Si tratterebbe di un grosso cambiamento in Cina, dove fino ad oggi si è puntato tutto sulla creazione di una enorme filiera industriale del solare in grado di competere in tutto il mondo soprattutto abbattendo i prezzi.

>>Leggi l’andamento dei prezzi nel mercato fotovoltaico mondiale

L’attuale programma Golden Sun prevede incentivi per gli impianti sopra i 300 kW di potenza: il 50% dei costi di quelli connessi alla rete, e il 70% di quelli off grid, viene ripagato dallo Stato, vi è un incentivo per l’autoconsumo dell’energia elettrica prodotta e quella in eccesso può essere venduta sul mercato. Un sogno, una pacchia, che però incentiva soprattutto la quantità a scapito della qualità.

Il nuovo paradigma, invece, sarà quello del “guadagno stabile” basato sulla generazione distribuita. Quindi su piccoli impianti, magari sui tetti delle case cinesi, che avranno un incentivo costante nel tempo compreso tra 0,044 e 0,056 centesimi di euro al kWh oltre il prezzo normale dell’energia, che in Cina oscilla tra 0,05 e 0,17 euro al kWh.

L’energia in eccesso potrà essere venduta sulla rete al prezzo normale più un ulteriore incentivo di circa cinque centesimi. Con una tariffa del genere il ritorno dell’investimento nel fotovoltaico in Cina scenderebbe dall’attuale stratosferico 19,1% a un comunque buono 8%.

22 marzo 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento