Il governo sembra aver definito gli ultimi dettagli sui contenuti del provvedimento spalma incentivi, atteso da mesi e fortemente contestato da molte associazioni del settore delle rinnovabili. La misura, della quale è stata da poco diffusa una nuova bozza, rientra nel cosiddetto provvedimento “Misure per la competitività”.

Nel suo insieme, il decreto ha l’obiettivo di ridurre del 10% la bolletta elettrica (circa 1.500 milioni di euro l’anno) delle PMI italiane, che spendono mediamente per l’energia circa un terzo in più delle Piccole e Medie Aziende del resto dell’UE. I beneficiari dei tagli saranno, secondo le informazioni fornite dal ministero dello Sviluppo Economico, 110.000 utenti collegati in Media Tensione e altri 600.000 collegati in Bassa Tensione con potenza impegnata superiore ai 16,5 kW.

La fetta più consistente dei tagli (tra i 700 e i 900 milioni l’anno) dovrebbe arrivare propri dai discussi tagli degli incentivi per il fotovoltaico di grandi dimensioni, che andrà in contro a una annunciata rimodulazione. Vediamo nel dettaglio cosa cambierà con l’introduzione dello spalma incentivi:

  • La novità, prima di tutto, interesserà solo i titolari di impianti fotovoltaici con potenza superiore ai 200 kW. Si tratta, fa sapere il ministero, solo del 4,2% del totale degli impianti incentivati (8.600 su 200.000) che al momento percepisce il 60% degli incentivi statali complessivi.
  • I soggetti interessati potranno scegliere di allungare la durata degli incentivi, portandola a 24 anni complessivi invece dei 20 previsti dalla normativa attuale, senza percepire interessi e, anzi, a fronte di una riduzione dell’incentivo percepito.
  • La scelta di accettare la rimodulazione rimane a carico dei titolari d’impianto, ma coloro che rifiuteranno l’allungamento del periodo di incentivazione subiranno un taglio del 10% dei sussidi statali (per il periodo d’incentivazione restante).
  • Coloro che invece accetteranno di allungare la durata degli incentivi potranno usufruire di un sostegno creditizio da parte della Cassa Depositi e Prestiti, per un importo massimo pari alla differenza tra l’incentivo già spettante al 31 dicembre 2014 e l’incentivo “rimodulato”.
  • La decisione dovrà essere comunicata al GSE entro il 30 novembre 2014, mentre il taglio degli incentivi sarà applicato a decorrere dal 1 gennaio 2015.
  • Nessun taglio, invece, per gli impianti fotovoltaici di piccola taglia, per i quali è invece prevista una semplificazione degli iter autorizzativi, che dovrebbe interessare anche le piccole centrali a biometano e gli interventi per l’efficienza energetica.

Spiega infatti il MISE che il decreto conterrà:

l’introduzione di un modello unico per le comunicazioni, la riduzione dei documenti da presentare, la liberalizzazione degli impianti sui tetti di edifici non vincolati».

Previsti infine, oltre al pacchetto di interventi sulle rinnovabili, la cancellazione dei sussidi statali per le centrali elettriche a olio, degli sconti per i dipendenti del settore elettrico e per le Ferrovie dello Stato, che non potranno rifarsi del taglio aumentando il prezzo dei biglietti.

Scarica il documento del MiSE sul taglio agli incentivi

18 giugno 2014
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