Il nuovo decreto sugli incentivi alle FER non fotovoltaiche potrebbe esaurire i suoi effetti prima della fine del 2016, termine fissato dal legislatore per la scadenza del provvedimento. A paventare il rischio sono i dati contenuti nell’ultimo aggiornamento del contatore fornito dal Gestore dei Servizi Energetici.

Il GSE ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2017, profilando all’orizzonte uno sforamento del tetto massimo di 5,8 miliardi di euro, che decreterebbe una chiusura anticipata dell’accesso agli incentivi per le fonti rinnovabili. La revisione al rialzo è dovuta alla maggiore riduzione dei costi dell’energia prevista per il 2017.

Il prezzo inferiore aumenterà l’esborso complessivo da parte del GSE, con il rischio concreto di sforare il tetto massimo all’inizio del 2017. Secondo le stime degli esperti conteggiando solo gli impianti ammessi al meccanismo già in esercizio si potranno liberare risorse per un totale di 250-260 milioni di euro.

La liberazione di risorse garantita dal nuovo metodo di calcolo introdotto dal decreto potrebbe però non essere sufficiente a scongiurare il pericolo di uno sforamento. Le risorse verranno recuperate solo temporaneamente e torneranno a pesare sul contatore non appena gli impianti ammessi agli incentivi diventeranno operativi.

Senza tralasciare la spesa di 80-120 milioni di euro dovuta alla proroga degli incentivi agli impianti a biomasse, sancita dalla Legge di Stabilità 2016. Rimanendo in tema biomasse altri 90 milioni di euro dovranno essere destinati dal GSE alla sostituzione del meccanismo dei Certificati Verdi. Il decreto sugli incentivi alle rinnovabili elettriche potrebbe diventare inefficace già a partire da giugno 2016, anche per via del nuovo sistema adottato per quantificare il costo indicativo annuo degli incentivi. Un metodo che si basa sul massimo fra i valori mensili calcolati.

Secondo gli analisti di eLeMeNS, interpellati dal portale specializzato QualEnergia, il rischio di un superamento del tetto massimo a gennaio 2017 in linea teorica esiste. Ciononostante il legislatore, essendo a conoscenza dello scenario, interverrà certamente per evitare che il decreto sulle FER diverse dal fotovoltaico diventi inefficace già dopo un mese la sua pubblicazione. Un’eventualità che di fatto vanificherebbe ben 2 anni di lavoro, generando il malcontento delle associazioni di settore e minando la credibilità del legislatore.

14 marzo 2016
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Bruno belli, lunedì 14 marzo 2016 alle17:13 ha scritto: rispondi »

Ciao ci sono incentivi per il fotovoltaico non si riesce a sapere io vorrei mettere il fotovoltaico ma se non ci sono incentivi come si fa

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