La bozza del decreto sugli incentivi alle FER non fotovoltaiche continua a far discutere il mondo dell’imprenditoria green. Alle critiche mosse al provvedimento allo studio del Ministero dello Sviluppo Economico, pervenute nei giorni scorsi da più esponenti del settore e dagli ambientalisti, sono seguite delle proposte concrete di miglioramento del testo.

Il Comitato Energia di Confindustria, chiamato a portare le sue posizioni all’attenzione del Governo, ha ascoltato le osservazioni di ANIE Rinnovabili, valutando positivamente le richieste dell’associazione.

Le proposte principali contenute nel documento elaborato da ANIE Rinnovabili sono:

  • Sostenere maggiormente il mini-eolico, applicando tariffe diverse in base alle taglie e supportando i nuovi investimenti con esenzioni fiscali.
  • Incentivare i piccoli impianti termodinamici, premiando quelli che effettuano accumulo termico con fonti rinnovabili.
  • Permettere l’accesso diretto agli incentivi anche agli impianti mini idro ad acqua fluente fino a 250 kW.
  • Chiedere al GSE di comunicare agli operatori il raggiungimento della soglia di incentivi di 5,8 miliardi di euro annui almeno sei mesi prima, aggiornandoli mensilmente sulle risorse residue disponibili.

Secondo le stime di ANIE Rinnovabili se il MISE accogliesse queste proposte, nel 2015-2016 le nuove installazioni raggiungerebbero quota 1.200 MW.

Emilio Cremona, presidente di ANIE Rinnovabili, ha ricordato al Governo il ruolo importante svolto in Italia dall’industria delle rinnovabili non fotovoltaiche. ANIE Rinnovabili si è detta delusa dalla bozza del decreto del MISE, sostenendo che il testo denota una scarsa conoscenza del settore e delle sue ricadute occupazionali:

Si tratta di un comparto basato su una filiera prevalentemente italiana che, nell’ultimo quinquennio, ha generato importanti ricadute industriali e occupazionali, oltre ad essere riuscito a penetrare sui mercati export grazie all’eccellenza delle soluzioni tecnologiche sviluppate.

In una nota l’associazione ha sottolineato i rischi dell’approvazione senza modifiche del decreto sugli incentivi alle FER non fotovoltaiche:

La bozza di decreto del MISE rischia di ridimensionare fortemente il mercato delle rinnovabili perché, oltre a ridurre drasticamente gli incentivi e rendere insostenibili il ritorno economico e la finanziabilità dei progetti, non tiene conto né del reale sviluppo delle diverse fonti nel corso degli anni né delle reali assegnazioni avvenute nelle aste e registri precedenti.

29 maggio 2015
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