Se in Italia si dibatte sui sussidi statali all’energia rinnovabile, nel resto del mondo si continua a incentivare con soldi pubblici la produzione e il consumo di energie da fonti fossili. Secondo l’Earth Policy Institute (EPI), che si basa sui dati del Fossil Fuel Subsidy Database della International Energy Agency (IEA) e su quelli della Global Subsidies Initiative (GSI), nel 2011 alle fossili sono andati ben 620 miliardi di dollari. Per confronto, alle rinnovabili appena 88.

I sussidi alle fossili hanno varie forme ma si possono dividere sostanzialmente in due grandi categorie: gli incentivi alla produzione (franchigie e altri sgravi fiscali a chi estrae petrolio, gas e carbone ad esempio) e incentivi al consumo (sconti sulle bollette o sul pieno alla stazione di rifornimento). In entrambe le categorie rientrano anche i sussidi concessi a chi produce energia elettrica dalle fonti sporche.

Dall’elaborazione dei dati fatta dall’EPI risulta chiaro come la maggior parte degli aiuti di stato (523 milioni sui 620 totali) sia “nascosta” e vada cercata tra i sussidi al consumo:

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Come si può ben vedere il petrolio è la fonte più sussidiata con 285 miliardi di dollari, ma anche il gas non scherza con 104 miliardi. In confronto il carbone prende pochissimo: appena 3 miliardi di dollari. Se invece andiamo a vedere quali sono i paesi che aiutano maggiormente le fossili, in particolare il loro consumo, vediamo che sono soprattutto gli stessi paesi produttori:

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Gli Emirati Arabi Uniti, ad esempio, sono il primo paese al mondo per sussidi al consumo a persona, seguiti da altri volti noti del panorama petro-gasifero internazionale: Kuwait, Qatar, Arabia Saudita.

Altro grafico interessante è quello con il quale l’EPI visualizza la differenza abissale tra gli incentivi alle fonti fossili e quelli alle rinnovabili:

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Da notare, infine, che tutti questi dati sui sussidi sono incompleti: la Global Subsidies Initiative, una delle fonti prese in considerazione dall’Earth Policy Institute, ammette che è impossibile sapere il loro esatto ammontare perché molto spesso i Governi offrono dati parziali o perché, nel caso degli stati federali, è difficilissimo aggregare i sussidi del Governo centrale con quelli dei Governi regionali.

1 marzo 2013
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EPI
I vostri commenti
Rinaldo Sorgenti, giovedì 26 settembre 2013 alle10:28 ha scritto: rispondi »

Molto opportuno il quesito. Da uno studio pubblicato da ENERGY RESEARCH nel 2010 risulta infatti: - le fonti fossili (principalmente legate ai sussidi al consumo per Petrolio e gas nei Paesi produttori del Medio Oriente ed altri) hanno ricevuto un sussidio equivalente a 0,64 $ per MWh di elettricità prodotta; - il nucleare ha ricevuto 3,14 $ per MWh prodotto; - Solare ed Eolico hanno ricevuto rispettivamente 776 $ e 56,3 $ per MWh prodotto. Infine, nel rapporto si dice che gli incentivi alle Rinnovabili hanno raggiunti gli 88 Miliardi di $ nel 2011 e ne sarebbero previsti ben 4.800 Miliardi $ al 2035, se non ci si sveglia!!! Fatti, non parole!

Rinaldo Sorgenti, giovedì 26 settembre 2013 alle10:14 ha scritto: rispondi »

Questo "giochino" di presentare un insieme di agevolazioni date per innumerevoli altre ragioni al consumo delle fonti fossili (ed in particolare Petrolio e suoi derivati, Gas ed elettricità) è davvero "sfacciato", tenuto conto che è utilizzato con lo scopo di tentare di sminuire l'enorme impatto che hanno gli incentivi alle Rinnovabili (ed in particolare Solare FV ed Eolico) in Italia e notoriamente caricati sulle Bollette dei Consumatori. Infatti, il confronto ha davvero poco senso quando si esaminino le motivazioni ed i settori dove quei sussidi sono concessi. Si tratta infatti di sussidi prevalentemente concessi alle popolazioni nei Paesi del Medio Oriente e comunque tutti Paesi non-OCSE per ragioni politiche e spesso sostitutivi di altri problemi per tenere buone le popolazioni in quei Paesi produttori ed esportatori di idrocarburi (Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita, ecc. ecc.), ricchi di risorse naturali (Petrolio e Gas). Nessuno di quegli "incentivi sulle Fossili riguarda il nostro Paese, dove invece abbiamo allegramente esagerato con un onere di incentivi alle Rinnovabili che ha raggiunto il valore di circa 12 Miliardi di Euro/anno, garantiti poi per 20 anni, quindi un costo per i consumatori che supererà i 240 Miliardi entro il 2032. Se poi compariamo il valore di incentivi alle Rinnovabili sopra citato in Italia con il totale degli incentivi per le stesse Rinnovabili concessi nel Mondo (88 miliardi di Euro) ci si rende ancor più conto dell'assurdo ed incredibilmente elevato onere caricato sulle tasche degli italiani, pari ad un 7.mo (quasi il 15% del totale assoluto) del totale mondiale, quando l'Italia "pesa" per circa solo il 2%! Un vero bengodi per chi li incassa alle spalle di tutti i cittadini ed un aspetto serio su cui riflettere e sul quale i MEDIA dovrebbero dibattere, per aiutare il Paese a comprendere la situazione e trovare gli indispensabili correttivi per tentare di uscire da questo circolo vizioso e rilanciare i progetti per difendere e sostenere la competitività del sistema produttivo manifatturiero Paese, oggi in gravissima sofferenza e da cui dipendono benessere e sviluppo per noi tutti.

Peppe Croce, sabato 2 marzo 2013 alle18:32 ha scritto: rispondi »

il dato è cumulativo, non si può dividere per kwh perché comprende anche i sussidi a benzina e diesel, ad esempio, che non si misurano in kwh...

Gbsirio, sabato 2 marzo 2013 alle8:05 ha scritto: rispondi »

Il dato è equivoco così posto! A quanto ammonta distintamente per kWh, l'incentivo a FV, carbone, gas o quant'altro?

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