Novità in arrivo in tema di incentivi statali alle fonti rinnovabili. Il ddl collegato alla Legge di Stabilità allo studio del Governo infatti, contiene una modifica al sistema di aiuti di stato, che non scenderebbero di entità, ma sarebbero dilazionati in un arco temporale maggiore, in modo da gravare di meno sulla bolletta energetica degli italiani.

In pratica, il periodo di incentivazione si allungherebbe fino a 7 anni, ma l’importo del sussidio sarebbe inferiore. Al titolare dell’impianto, comunque, resterebbe la possibilità di scegliere quale schema di incentivi adottare, secondo un meccanismo che era già stato proposto per il mai approvato Decreto Fare bis.

Chi dovesse optare per il regime attuale (incentivi più alti per un periodo più breve), comunque, perderebbe la possibilità di cumulare il beneficio con altre forme di agevolazione, che resterebbe invece appannaggio di chi si “converte” al nuovo sistema di incentivi.

L’obiettivo è quello di tagliare la spesa pubblica annua legata al sostegno alle rinnovabili, senza però operare tagli retroattivi sugli incentivi, come tra l’altro ha recentemente richiesto la Commissione Europea nelle sue linee guida in materia di sovvenzioni all’energia pulita.

Attualmente, stando alle stime più recenti del ministero dello Sviluppo Economico, il peso in bolletta dei sussidi alle fonti rinnovabili ammonta a oltre 12 miliardi di euro l’anno. Spalmandoli su un arco temporale più lungo si potrebbero risparmiare all’incirca 3 miliardi l’anno, che il governo non esclude di reimpiegare comunque in altre forme di incentivazione per le stesse rinnovabili, come l’emissione di specifiche obbligazioni destinate a chi realizza nuovi impianti.

12 novembre 2013
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PMI
I vostri commenti
Federico Massimo, venerdì 13 dicembre 2013 alle14:14 ha scritto: rispondi »

Siamo all'ennesima dimostrazione di incapacità e disonestà della nostra classe politica imprenditoriale. Vi sono ben pochi commenti da fare se non quelli che, ahimè, sono sulla bocca dei movimentisti dei forconi. Non amo le generalizzazioni, benché ne stia facendo una, ma questi signori prima hanno forse eccessivamente incentivato le rinnovabili ed oggi con effetto se no retroattivo almeno deprimente, le rendono poco attrattive economicamente in favore delle lobby degli idrocarburi. Adesso che ci penso ho giusto un forcone nella casetta degli attrezzi!

giuseppe, martedì 12 novembre 2013 alle22:17 ha scritto: rispondi »

Sono d'accordo con Caffese,il Governo deve dirci : i soldi risparmiati dalle energie rinnovabili evitando di comprare idrocarburi per le centrali termiche a quanti miliardi ammontano e dove vanno a finire. Invece di colpevolarizzare sempre le energie rinnovabili.

pier luigi caffese, martedì 12 novembre 2013 alle11:18 ha scritto: rispondi »

La rimodulazione degli incentivi è la polvere sulla trave,ma la trave vera che il Governo non affronta è il costo al MWh.Ci sono 2 progetti:un progetto acqua energia da 20 euro il MWh proposto da Caffese ed altri ed un progetto fossile gas di Eni-Enel con un costo sui 100 euro al MWh da gas ed un costo di 85 euro a MWh,usando lignite o shale gas.Lo shale gas non è un affare per l'Italia perchè importandolo passa da 3 $ MBTU a 23 $ MBTU.Le trivellazioni che Assominiere e UP vogliono fare sono 5 miliardi annui,su 80 di import fossile annui mentre il piano acqua energia apporta 125 miliardi annui.Se proittiamo i dati a 20 anni,le trivellazioni che costano 15 miliardi ci danno solo 100 miliardi,mentre il piano acqua Caffese ci darebbe 2500 miliardi.Il Governo deve sceglire se vuole continuare ad impoverire il paese con una energia cara fossile,o vuol essere un po' piu' tedesco e farsi l'energia in casa con l'acqua,mare,vento,sole.Ma al Governo c'è qualcuno che vuole diminuire il costo al MWh in Italia? Se mi dicono che lo fanno dal gas,dico che sono dei pazzi!

mariasicca@hotmail.it, martedì 12 novembre 2013 alle11:08 ha scritto: rispondi »

NONO HO CAPITO BENE SE IL PERIODO DI INCENTIVAZIONE CHE SI ALLUNGHEREBBE DI 7 ANNI, RIGUARDA I NUOVI IMPIANTI OPPURE QUELLI IN ESSERE. IO HO FATTO DUE IMPIANTI FOTOVOLTAICI, UNO NEL 2010 E UNO NEL 2011, A COSA VADO INCONTRO???? GRADIREI SE PISSIBILE UN CHIARIMENTO IN MERITO. GRAZIE - SICCA MARIA

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