Incenso, Palo Santo e Carta d’Eritrea sono tre ottimi rimedi per profumare la casa in modo naturale, ma i loro benefici non finiscono qui.

Incenso

Con il termine “incenso” si indicano tutte quelle resine ricche di oli essenziali, che vengono bruciate, in modo diretto o indiretto, per ottenere un fumo aromatico, con il quale semplicemente profumare casa oppure, come nell’antichità, purificare un ambiente e tenere lontano insetti e parassiti. Entrambi ospiti a dir poco indesiderati. I primi incensi sono stati semplici erbe essiccate, ricche di oli essenziali e aromi, messe a bruciare su carboni ardenti. Oggi in commercio si trovano varie tipologie d’incenso, i più comuni sono tre: l’incenso “puro”, in grani, in polvere, in pasta, da far bruciare su un carboncino, l’incenso in bastoncini, sia con un sostegno centrale in bamboo, sia bastoncini senza sostegno, e l’incenso in coni.

Quando acquistate incenso, assicuratevi sempre che venga da produzioni etiche, sia per questioni ambientali ma soprattutto per questioni di rispetto dei lavoratori. Attenzione anche alla qualità dell’incenso. Spesso si vedono bancarelle ricche di bastoncini e coni colorati e profumatissimi, bisogna però tenere a mente che una volta acceso, bruciando, l’aroma potrebbe cambiare. Spesso in peggio: diventa acre, pungente, il fumo è più fastidioso che piacevole. Diffidate da colori troppo vivaci o “innaturali”, come il viola e il blu per esempio, in genere un buon incenso ha toni naturali, dall’ocra al marrone, dal beige al ruggine. Diffidate, a meno che già non li conosciate, anche dai “gusti” forse troppo creativi, come fragola, oppio, “estate” e simili.

Chiedete di poter provare ad accendere un bastoncino o un cono (i buoni rivenditori, per invogliare l’acquisto, in genere hanno già dell’incenso fumante a portata di mano, per farvi saggiare la qualità del loro prodotto). A scanso di qualsiasi equivoco, un classico “nag champa” o “frankincense” (conosciuto anche come olibano) quasi mai danno delusioni.

Palo Santo

I bastoncini di Palo Santo si usano esattamente come dei bastoncini d’incenso: se ne accende la punta finché non si crea un bel tizzone fumante. La provenienza però è soprattutto sudamericana e del tutto naturale, non potete incappare in errori! Il Palo Santo si ottiene dalla Bursera Graveolens, una pianta nativa del Messico e diffusa in tutto il Sud America. È della stessa famiglia della mirra e del franchincenso. Già gli Incas usavano bruciare pezzetti di Palo Santo, poiché ritenevano che avesse proprietà purificatrici. La produzione e la raccolta sono completamente naturali e altamente rispettose dell’ambiente: vengono usati solo legni caduti ed essiccati naturalmente.

Si può anche fare un tè di Palo Santo: con un coltellino raschiate un po’ del legnetto, in piccoli fiocchi. Quando ne avrete circa un cucchiaino, metteteli in un pentolino con una tazza d’acqua, portate a ebollizione e poi abbassate il fuoco. Lasciate bollire per quindici minuti circa, filtrate e dolcificate a piacere. È un ottimo decongestionante, indicato per raffreddori, influenze e per rafforzare il sistema immunitario. (Come sempre consultate il medico per qualsiasi questione di allergie, intolleranze e interazioni con terapie farmacologiche). Per chi pratica yoga, e altri interessati, si ritiene che le fumigazioni di Palo Santo siano efficaci a livello del quinto chakra, Vishuddha, il chakra della gola.

Un consiglio: in Sudamerica si trovano in commercio altri prodotti chiamati “Palo Santo”, assicuratevi quindi che il vostro acquisto sia di Palo Santo prodotto con Bursera Graveolens.

Carta Aromatica d’Eritrea

Benché il nome suoni molto esotico e antico, l’origine di questa carta aromatica è da ricercare in Italia, a inizio del secolo scorso. Fu infatti creata dal farmacista piacentino Dottor Vittoriano Casanova, nel 1929. All’epoca molte “Carte Officinali” erano inserite nelle Farmacopee Ufficiali Europee. La Carta Aromatica d’Eritrea viene prodotta con molti oli essenziali e aromi, infusi in alcool, col quale poi una carta assorbente viene imbevuta e confezionata in pratici fogli staccabili. Bruciare un foglietto di Carta d’Eritrea profuma a lungo una stanza e, così come l’incenso, aiuta a tenere lontano insetti e parassiti. Mettere un foglietto di Carta d’Eritrea in armadi e cassetti è un anche ottimo rimedio antitarme.

Per chi si interessa di cristalloterapia, reiki, yoga, cristalloterapia e discipline “energetiche”, la fumigazione è spesso usata anche come strumento di purificazione, di un ambiente, un oggetto o una persona.

Infine, come sempre quando si usa il fuoco, si consiglia la massima cautela. Usate dei supporti adatti: metallo o pietra sono in genere ignifughi. Non lasciate incustoditi incensi, e altro, accesi: non hanno fiamma viva ma i carboni e i tizzoni possono comunque far cadere qualche scintilla. Tenete a portata di mano qualcosa per spegnere rapidamente l’incenso, o altro, se dovete interrompere all’improvviso la fumigazione o se semplicemente desiderate farla finire. Un piccolo incensiere di pietra con un po’ di sabbia, o cenere da vecchi incensi, servirà benissimo allo scopo di estinguere e soffocare il tizzone, potete anche schiacciare la punta accesa sul fondo della sabbia. Una casa pulita, profumata e, perché no, anche purificata, è anche una casa dove vengono bruciate essenze in sicurezza.

21 agosto 2014
I vostri commenti
Anna Padalino, lunedì 25 agosto 2014 alle11:00 ha scritto: rispondi »

Mi piace la vostra attenzione al mondo del lavoro onesto e alla tutela dei lavoratori contro gli abusi di sfruttatori senza morale. Gli argomenti sono sempre ben trattati con competenza e con l'occhio attento alla tutela del pianeta. Mi fido di voi: grazie!!!

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