Inceneritori: le posizioni di Di Maio, Salvini e Costa

Il tema inceneritori ha innescato nuove polemiche all’interno del Governo Conte. Distanti le posizioni espresse dal ministro dell’Economia e del Lavoro Luigi Di Maio e dal titolare dell’Interno Matteo Salvini. Un terreno di scontro sul quale è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, negli anni scorsi tra coloro che portò alla luce lo scandalo della Terra dei Fuochi.

Apertamente contraria agli inceneritori è la posizione di Luigi Di Maio, che li ritiene una fonte di inquinamento per la popolazione e l’ambiente. Danni che secondo i CinqueStelle non si accompagnerebbero a benefici concreti. Inoltre tali soluzioni non risulterebbero utili a combattere le varie emergenze rifiuti.

Gli inceneritori rappresentano secondo Di Maio dei residui del passato, oggetti di un’epoca passata come le cabine telefoniche a gettoni. Come ha dichiarato il ministro dell’Economia e del Lavoro Di Maio occorre puntare su sgravi per i cittadini che contribuiscono maggiormente alla raccolta differenziata:

Per realizzare un termovalorizzatore se va bene ci voglio 5-6 anni. Qui stiamo parlando di emergenze, che si possono affrontare alzando il livello della differenziata: basta permettere ai cittadini di pagare meno la Tari se producono meno immondizia.

Una linea sposata anche dal ministro dell’Ambiente. Secondo Sergio Costa ogni rifiuto bruciato rappresenta il fallimento dello Stato nella gestione della spazzatura. Una posizione messa in evidenza anche attraverso un post pubblicato su Twitter:

Andare oltre gli inceneritori è possibile e doveroso secondo il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, secondo il quale è necessario trasformare a tutti gli effetti i rifiuti in risorse:

Non lo dico io lo dicono le imprese, lo dice un’intera economia. Riduzione, riuso, recupero, riciclo sono le quattro R che devono diventare un mantra per tutti. I rifiuti possono essere una risorsa: per l’ambiente e per l’economia. Quando arriva l’inceneritore, o termovalorizzatore, il ciclo dei rifiuti è fallito. Chi non è in sintonia con queste direttrici vive in un’epoca passata.

A sostegno degli inceneritori è invece intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, secondo il quale alla volontà di rispettare il contratto di governo dovrebbe accompagnarsi una pronta risposta ai “problemi concreti e improvvisi”. A sostegno della sua tesi il capo del “Carroccio” ha affermato:

La Lombardia non torna indietro, anzi l’obiettivo è che anche altre Regioni vadano avanti. Non voglio un Paese che torni indietro. I termovalorizzatori, se gestiti bene e controllati bene, portano più salute ed economia.

Sul tema inceneritori e gestione dei rifiuti è intervenuto anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che attraverso un comunicato ha reso noto:

Il governo lavora a una soluzione condivisa e senza polemiche. L’obiettivo è sempre la tutela della salute e del territorio. Il contratto di governo sul tema generale dei rifiuti esprime un chiaro indirizzo politico-amministrativo: dobbiamo lavorare per realizzare quanto prima una completa economia circolare e rendere ‘verde’ il nostro sistema economico.

Si impegna a lavorare per difendere la cultura del ‘riciclo’ e rendere i rifiuti ‘prodotti’, puntando alla capillare diffusione della raccolta differenziata. Il governo si impegna al contempo a gestire le criticità che nel periodo di transizione dovessero manifestarsi, affidando al ministro dell’Ambiente le proposte e la prevenzione di queste criticità per una soluzione innovativa, concreta, realizzabile.

20 novembre 2018
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Michele Micciantuono, giovedì 22 novembre 2018 alle18:58 ha scritto: rispondi »

Condivido in pieno la posizione di Di Maio, parlare di inceneritori equivale tornare indietro di decenni. Io mi sono occupato della materia- rifiuti solidi urbani- ed ho redatto, già dal i988, un piano per la corretta raccolta differenziata con recupero del 98%, riciclabile e commerciabile, vera fonte di guadagno e non solo. Il piano prevede: - 2 operatori ecologici per 1000 abitanti, distribuiti in zone di quartiere dei centri urbani, quindi molti posti di lavoro auto finanziabili; ogni Comune dovrà provvedere alla realizzazione di un centro di raccolta e di primo trattamento dei rifiuti così suddivisi ( organici + tutti gli altri); l'utenza quindi non dovrà selezionare i rifiuti in casa perchè non ne ha la competenza. Per essere commercializzati gli scarti urbani devono essere selezionati accuratamente ed essere avviati alle industrie di riciclaggio. Il piano prevede la possibilità di ridurre del 30% la produzione conferita alla raccolta installando in ogni casa un MINI DIGESTORE degli scarti organici. Il piano prevede la raccolta porta a porta a carico dei due operatori ecologici i quali, nella stessa giornata, dopo il recupero degli scarti nelle rispettive zone, passano nel centro di raccolta dove opereranno le opportune selezioni, imballaggi e smistamento per la vendita. Il ricavato contribuirà notevolmente a sostenere i costi di gestione compresi i salari e gli acquisti. Se ciò non si rivela sufficiente, una opportuna integrazione potrà essere effettuata dall'amministrazione che riscuoterà una modestissima "Tassa" dagli utenti. Molto altro lo si può rilevare studiando il piano che, se il Presidente Di Maio lo vorrà; io sarò ben lieto di farlo giungere alla sua attenzione. Basta un cenno sulla mia posta elettronica. Grazie .

Lascia un commento