In Russia undici potenziali Chernobyl

È un argomento sempre caldo quello della sicurezza nucleare. Non troppo tempo fa avevamo sottolineato come in Europa non fossero poche le centrali che, a prescindere dal pericolo che il nucleare comporta in genere, fossero tutt’altro che sicure. Fra esse, alcune sono anche non troppo lontane dal confine italiano, come quella di Krško, in Slovenia.

Ma tra le situazioni più allarmanti c’è quella della Russia. Certo ben lontana dai nostri confini nazionali (ma è una magra consolazione), la grande Federazione erede degli impianti sovietici, possiede più di una centrale a forte rischio Chernobyl. Per essere più precisi, numerosi sono i reattori di vecchia generazione, strutturalmente privi delle misure di sicurezza propri di gran parte delle centrali occidentali.

Questi veri e propri casi di archeologia nucleare sono poi del tutto mancanti di sistemi di contenimento in caso di fuga radioattiva. Dunque, se accadesse un incidente risulterebbe davvero difficile evitare lo scoppio di un nuovo caso Chernobyl.

Si dirà, e a ragione, che i progettisti sovietici che fecero costruire questi reattori non dovevano essere poi degli sprovveduti. Il fatto è che anche loro avevano suggerito di spegnere queste centrali dopo 30 anni di attività. La notizia di oggi è che il direttore generale della Rosatom (l’agenzia russa per l’energia nucleare) Sergej Kirienko ha deciso di prolungare a 45 anni la vita di ben 11 di questi potenziali “mostri”. Da notare come 4 di questi reattori siano praticamente alle porte di San Pietroburgo, metropoli da 5 milioni di abitanti.

Come se questa situazione non destasse da sola preoccupazione – nonostante le rassicurazioni di circostanza di Kirienko -, inoltre, la Russia aiuterà la Bielorussia a costruire una nuovissima centrale da 2 GW. Lo stesso Presidente Aleksandr Lukashenko ha confermato il contratto fra le due nazioni:

Ho appena firmato il consenso alla sigla di un contratto con la Russia per la costruzione di una centrale nucleare in Bielorussia.

È un grande risultato e significa molto per la Bielorussia. Nonostante le enormi pressioni da tutti i fronti, costruiremo l’impianto.

A noi, forse, non resta che incrociare le dita e sperare.

11 ottobre 2011
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I vostri commenti
Freeyourself, mercoledì 12 ottobre 2011 alle22:12 ha scritto: rispondi »

Beh, viene proprio il desiderio di andarsi a fare una vacanza in Russia!!!!

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