In Galles il biocarburante cresce nei prati

Presso l’Univeristà di Aberystwyth, in Galles, ha preso il via il progetto Grasshol, sostenuto sia dall’Assemblea Parlamentare Gallese che dall’Unione Europea con circa 80 milioni di euro, al fine di affinare le tecnologie necessarie alla produzione di biocarburante attraverso l’estrazione e la fermentazione degli zuccheri contenuti nel loglio perenne, la tipologia di erba più comune nei prati del Regno Unito.

Una mossa in linea con la direttiva Energy 20-20-20, che prevede, entro il 2020, la sostituzione di almeno il 20% di tutti i carburanti tradizionali impiegati nei paesi europei con soluzioni provenienti da fonti rinnovabili.

Le previsioni parlano, per quanto riguarda la UE, di una produzione di bioetanolo di circa 15.000 milioni di litri entro il 2025, l’80% dei quali provenienti proprio da piante fibrose come quella in questione.

Ciò rappresenta senza dubbio un’importante opportunità sia per porre freno alla devastazione ambientale causata dalle emissioni nocive, sia per la nascita di nuove realtà imprenditoriali.

Si stima infatti che se le attività basate sulla produzione di etanolo mediante queste tecnologie raggiungessero anche solo il 10% dell’intero mercato carburanti, ciò porterebbe a generare un volume d’affari annuo di circa 8 miliardi di euro.

A tale scopo dovrebbero essere impiegati 300.000 ettari di terreno, da destinare alla crescita del loglio, un impegno alla portata del Regno Unito, che ad oggi conta ben 5,2 milioni di ettari non coltivati e destinati a pascolo.

4 giugno 2009
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