Tra le varie fonti naturali per la produzione di energia elettrica pulita, secondo la Yissum Research Development Company dell’Università di Gerusalemme, rientrerebbero a pieno titolo anche le patate. Il tubero, da sempre sulle tavole di tutto il mondo, si è dimostrato in grado di sostituire una tradizionale pila da 1,5 V, con un costo finale ben cinquanta volte inferiore e senza alcun problema legato allo smaltimento.

Basterebbe infatti bollire una patata e porre poi due elettrodi, uno di zinco e l’altro di rame, in contatto con la superficie di una fetta per produrre un quantitativo di energia dieci volte superiore a quello ottenuto senza la bollitura. Si tratta di una scoperta effettuata nell’ambito delle ricerche condotte sui processi elettrolitici.

Tra i numerosi campi di applicazione di un’idea tanto semplice quanto potenzialmente rivoluzionaria, ci sarebbe la fornitura di corrente in zone attualmente scoperte dalla rete elettrica, in particolare nei paesi in via di sviluppo.

La coltivazione delle patate non richiede particolari caratteristiche del terreno, adattandosi dunque a pressoché qualsiasi territorio e non risente particolarmente dei cambiamenti climatici dovuti alle escursioni termiche, sempre che non siano estreme. La reperibilità del prodotto, dunque, non rappresenta un problema insormontabile.

31 agosto 2010
I vostri commenti
Fabrizio, giovedì 16 settembre 2010 alle15:21 ha scritto: rispondi »

Se la patata una volta bollita ha una durata come cibo commestibile pari ad un giorno e se elettricamente assomiglia ad una batteria stilo, non vedo difficolta' ad utilizzarla per impiantare due elettrodi, alimentare una lampadina e poi cibarmene... pero' bisognerebbe verificare se effettivamente l'articolo sia veritiero... lo faro' alla prossima bollitura di patate lesse ^^ I principi della termodinamica riguardano il trasferimento di calore, non la commestibilita' o meno. Saluti, Fabrizio

Agente Mangiariano, giovedì 16 settembre 2010 alle11:54 ha scritto: rispondi »

Un filo d'olio a crudo e la patata batteria diventa una squisitezza. Cmq non vorrei sbagliare ma se diamo ascolto alle leggi della termodinamica se la patata ha dato energia come pila, difficilmente potrà continuare a darla come alimento.

Fabrox, mercoledì 15 settembre 2010 alle16:33 ha scritto: rispondi »

Le osservazioni sono corrette, anche se : - nei paesi in via di sviluppo con un buon apporto solare, si possono scaldare le patate con forni solari o con parabole a specchio. - dopo lo sfruttamente energetico della patata bollita, non sparisce e si puo' mangiare (se non e' trascorso troppo tempo dall'utilizzo) Saluti ! Fabrizio

franc, mercoledì 8 settembre 2010 alle10:10 ha scritto: rispondi »

Innanzitutto è giustissima l'osservazione di Karl, in secondo luogo produrre energia da elementi deputati alla nutrizione è un errore gravissimo. Guai a mettere in contrapposizione il cibo con il carburante, lo sfruttamento economico che ne deriverebbe distruggerebbe il pianeta e le popolazioni deboli. Sonora bocciatura alla patata (come pila ovviamente :-))! Saluti

karl-36, mercoledì 1 settembre 2010 alle11:42 ha scritto: rispondi »

E per far bollire le patate, cosa usi? Ti metti a pedalare su una bicicletta con inserita la dinamo o usi il gas? E allora, dov'è l'energia pulita da fonti naturali?

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