Il trend positivo che investe il settore delle tecnologie ecosostenibili non si ferma ai grandi impianti di produzione o alle automobili; a breve anche il mercato del consumo domestico verrà invaso da gadget a basso impatto ambientale. L’ultima novità in questo settore è il Medis Power Pack, che consiste in una piccola cella a combustibile (o più comunemente fuel cell) portatile in grado di rifornire i cellulari e i lettori MP3 di ulteriore energia, dopo l’esaurimento della batteria interna del dispositivo.

Come chiarisce Ecoage le celle a combustibile, inventate nel secolo scorso, consistono brevemente in due elettrodi avvolti attorno ad un elettrolita. L’ossigeno e l’idrogeno scorrono nei due elettrodi e l’energia sprigionata dalla loro combinazione è quella che viene poi convertita in elettricità.

Recentemente l’uso che si sta facendo di questi sistemi, che in pratica svolgono la funzione di batterie ma senza necessità di essere caricate, è nell’alimentazione di automobili elettriche. In questi casi le fuel cell devono essere alimentate o direttamente con idrogeno, che deve quindi essere installato a bordo delle auto, oppure attraverso conversione di idrocarburi tradizionali.

Questi sono gli stessi principi che le maggiori case produttrici stanno cercando di sfruttare anche per i Power Pack, con la differenza che qui non vi è combustibile iniettato nella cella, tutto è racchiuso nella scatola. Questo implica quindi che nella maggior parte dei casi la cella viene alimentata facendo uso di catalizzatori tossici o metanolo.

Ciò che differenzia il 24-7 Power Pack di Medis è proprio la totale assenza di catalizzatori nocivi per l’ambiente quali mercurio, cromo, cadmio, metalli pesanti responsabili dei disastri dell’e-waste. A quanto pare sono stati talmente minuziosi che persino i rivestimenti sono prodotti in PET biodegradabile; è dunque plausibile pensare che senza perdite in termini di prestazioni sarà possibile ottenere ricariche energetiche con bassi livelli di inquinamento.

Attualmente uno dei problemi più gravi riguardo l’inquinamento elettronico è dovuto proprio alle sostanze nocive contenute nelle batterie; sebbene la Medis abbia precisato che la propria non è intesa come soluzione sostitutiva alla batteria, non è difficile immaginare ottimisticamente un futuro in cui gli scarti dei dispositivi portatili saranno completamente biodegradabili.

Opportunamente perfezionate, le fuel cell potrebbero essere una valida soluzione, purché siano realizzate tenendo a mente questa visione. Intanto già si sta pensando a soluzioni in grado di tenere accesi dispositivi più esigenti come i notebook per circa 8 ore aggiuntive rispetto alla batteria di base.

18 settembre 2008
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I vostri commenti
Pierfrancesco Urbano, domenica 21 settembre 2008 alle12:19 ha scritto: rispondi »

Davvero grande innovazione, sopratutto di questi tempi in cui le tecnologie ausiliarie per i cellulari (GPS, Bluetooth, Wi-fi, ecc...) vengono sempre più utilizzate e assorbono molta energia; mentre le batterie non riescono a tenere il passo!!!

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