Si chiama Oro dell’Est, così come riporta il Corriere della Sera, l’inchiesta portata avanti del Corpo forestale dello Stato e coordinata dal PM di Lodi Emma Vittorio, che ha smascherato un traffico illecito di cuccioli. Trenta cani scoperti e sequestrati, che sarebbero finiti all’interno di un percorso di vendita illegale, tramite l’e-commerce oppure esercizi commerciali accondiscendenti. Cuccioli di pochi mesi, di razze varie e tendenzialmente malati, pronti per il mercato e rivenduti a cifre di riguardo: tra i 700 e gli 800 euro. Un traffico del tutto illegale in arrivo dall’Ungheria, che ha introdotto gli esemplari nel mercato italiano.

L’indagine ha condotto a due arresti con domiciliari e dodici indagati per maltrattamento e traffico illecito di animali. Le intercettazioni hanno permesso di individuare la rete legata al traffico illegale, correlata da diverse figure di riferimento. Tra queste due medici veterinari e alcuni titolari di negozi dedicati alla vendita di animali. Il percorso di ricerca ha preso vita due anni fa e ha trovato in San Giuliano Milanese il luogo di destinazione degli 88 cani sequestrati fino a ora. I piccoli, in arrivo dall’Ungheria, viaggiavano all’interno di box dallo spazio limitato e in condizioni sanitarie dubbie. Oppure in scatole di cartone dentro bagagli e valigie. I cuccioli all’arrivo apparivano malandati e in pessime condizioni, molti di loro morivano durante il percorso oppure a fine viaggio a causa di malattia, stenti e infezioni.

Secondo le indagini è risultata fondamentale la collaborazione dei due veterinari, che si occupavano di inserire il chip nei cuccioli creando un libretto sanitario modificato. Tralasciando la presenza di malattie, infezioni e condizioni di salute precarie, ovviamente mancanti anche le vaccinazioni. Il venditore si spacciava per allevatore e il cucciolo veniva immesso in una vendita illegale online, per facilitare la procedura. I piccoli, riempiti di antibiotici e provenienti dall’estero, venivano venduti come esemplari di tre mesi ma non avevano più di quaranta giorni, quindi non idonei secondo la legge. Dei cani sequestrati e affidati all’Adica, l’associazione per la difesa del cane che gestisce il canile comunale di Lodi, la metà sono purtroppo deceduti.

10 giugno 2016
I vostri commenti
Feliciano, venerdì 10 giugno 2016 alle9:48 ha scritto: rispondi »

In carcere dovrebbero finire chi fa male agli animali.Noi non siamo nemmeno degni di chiamarci animali perché loro sono molto migliori di noi in tutto.E sanno cos'è amare quella parola che noi con quello che si sente dalle cronache dei giornali abbiamo dimenticato.

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