Adottare un serpente per ospitarlo in casa nostra è un passo importante che richiede la giusta informazione, quindi uno spazio adeguato. L’amico dalla lingua sibilante è un essere indipendente che richiede cure e calma, non ama particolarmente il contatto fisico e per maneggiarlo è indispensabile conoscere come agire. In particolare perché, a differenza di un cane un gatto, non esternerà emozioni scodinzolando o emettendo fusa. Piuttosto risulterà utile interagire con l’animale nel modo adeguato, perché è un essere delicato che tende a stressarsi rapidamente.

Infatti non tutte le tipologie di serpente sono adatte per una vita domestica, perché alcune potrebbero risultare pericolose e velenose. Nella scelta dell’amico rettile è importante consultare un esperto, magari un allevatore specializzato con tanto di certificato C.I.T.I.E.S. che possa confermare la provenienza legale. Oppure confrontarsi con estimatori e appassionati, che possano fornire indicazioni precise e corrette sulla scelta e sulla cura. Il primo step riguarda la creazione del terrario, un ambiente che replichi le condizioni ottimali del suo habitat. Alcuni esemplari necessitano di uno spazio preciso, che possa accoglierli senza produrre stress e ansia.

Terrario, come realizzarlo

Serpente terrario

Close up of a pit viper in a terrarium via Shutterstock

Come anticipato, il luogo casalingo dove ospitare il serpente sarà il terrario, uno spazio preciso dove replicare le condizioni e l’habitat originale dell’animale. Solitamente è in legno oppure in vetro, ma è possibile trovare strutture che contemplino tutti e due i materiali oppure con pareti in plexiglas. Non dovrà essere un semplice box dove inserire il serpente ma la sua casa, dove nutrirlo, curarlo e seguirlo nel modo giusto. Dovrà possedere un formato e una struttura a prova di fuga, quindi un’ampiezza sufficiente a ospitare il serpente senza farlo sentire imprigionato. Certo, il terrario non è un’ambiente di libero accesso, quindi per un rettile risulterà sempre un luogo costrittivo. Renderlo il più confortevole e sano possibile è l’obiettivo primario.

Il terrario deve risultare facile da pulire e disinfettare, possibilmente con prodotti che non risultino tossici per il nostro amico. Se in vetro risulterà più agile da detergere, a differenza del legno che tende ad assorbire le sostanze impregnandosi. Nel primo caso, però, l’areazione e l’illuminazione è affidata solo all’apertura superiore, al contrario di una struttura in legno che potrà garantire più agio. Per quanto riguarda le dimensioni, queste dovranno essere compatibili con il formato e le necessità del serpente, in ogni caso maggiore spazio garantisce più libertà e serenità. Importante scegliere una posizione che lo protegga dalle correnti d’aria ma anche dalla luce diretta del sole, quindi garantirgli un sistema di riscaldamento regolabile sempre presente.

Ad esempio un cavo riscaldante con lampadina spot, oppure una fonte riscaldante non raggiungibile direttamente dal rettile e magari posta in un angolo del terrario così da diffondere il calore gradualmente (faretto, infrarossi, ceramica). Un terrario piccolo tenderà a scaldarsi in modo uniforme e velocemente, facendo soffrire l’animale che invece necessita di zone differenti di temperatura ma sempre adeguate al suo benessere. Non dovrà mancare un termometro, ma anche rocce riscaldanti e cavetti con materassini termici da integrare all’ambiente, oppure pannelli radianti. Le temperature dovranno variare dai 23-25°C di notte ai 32-33°C di giorno (nella zona calda). Quindi anche una fonte di illuminazione che possa fornire raggi UVb, in particolare per i rettili di tipo vegetariano.

Vegetazione e acqua

Per consentire un ambiente sano è importante tenere in considerazione anche il tasso di umidità all’interno del terrario, mai sotto il 60% ma gradualmente tra il 70% e il 90%. Molti rettili provengono da zone equatoriali ed esotiche, quindi è importante per loro e per la loro muta un tasso di umidità costante. Indispensabile fornire un contenitore di acqua dove abbeverarsi o immergersi. Alcune specie si dissetano tramite le foglie, che andranno inumidite tramite uno spruzzino, altre preferiscono evacuare in acqua. Importante cambiarla con frequenza perché sia sempre fresca. Per testare il tasso di umidità sarà importante considerare anche la presenza della vaschetta d’acqua.

Per finire, il terrario dovrà contemplare la presenza di un substrato facilmente reperibile in commercio, oppure da realizzare in autonomia. Sconsigliati materiali facilmente assimilabili come la ghiaia, oppure tossici e abrasivi. Meglio un tappetino di erba sintetica, facilmente lavabile, ma anche la carta di giornale, la segatura e il truciolare. Evitate il legno di cedro perché tossico, quindi i sassi troppo piccoli, il pellet, la corteccia, gli asciugamani o i tessuti sfilacciati, quindi i trucioli di pannocchia. Se troppo piccoli possono risultare appetibili e ingeriti con facilità, creando blocchi. L’ambiente si completa con un arredo a tema come rami, rocce, piante vere e finte, possibilmente non tossiche per la salute del serpente. Importante creare piccoli pertugi e nascondigli dove l’animale possa rilassarsi senza sentirsi sempre osservato.

30 giugno 2014
Lascia un commento