Basta fare un giro al supermercato per rendersi conto che ormai qualsiasi tipo di cibo è confezionato nella plastica. Come se non bastasse sono sempre più frequenti le porzioni monodose. Questo ci mette di fronte ad uno dei più gravi problemi ambientali del nostro tempo: l’inquinamento da derivati del petrolio, in particolare nelle nostre acque.

La plastica comporta inoltre il rischio di contaminazione degli alimenti in essa contenuti. Ecco però che la scienza ci viene in aiuto per risolvere l’uno e anche l’altro problema. È stato presentato ieri, durante il 252esimo “National Meeting & Exposition of the American Chemical Society” (ACS), un nuovo tipo di imballaggio per alimenti, studiato da un gruppo di scienziati del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense. È realizzato a partire dalla caseina, una proteina del latte, che lo rende 500 volte più isolante della plastica nei confronti dell’ossigeno contenuto nell’aria.

Sarebbe quindi più efficiente nella conservazione dei cibi e più sicuro in termini di possibili contaminazioni considerato che questo innovativo film è addirittura commestibile. Peggy Tomasula, che ha condotto lo studio, spiega:

I film a base di proteine sono potenti bloccanti per l’ossigeno e aiutano a prevenire il deterioramento degli alimenti. Utilizzati negli imballaggi, potrebbero impedire sprechi alimentari durante la distribuzione lungo la catena alimentare.

All’inizio questo tipo di materiale presentava dei punti deboli: ad esempio si dimostrava troppo velocemente dissolvibile in acqua, ma la ricerca è proseguita per risolvere questi problemi. Con l’aggiunta di pectina il composto è diventato più resistente all’umidità e alle alte temperature. In seguito varie fasi di miglioramento lo hanno reso pronto per essere distribuito sul mercato.

Il team rivela in effetti che sono già in fase di realizzazione dei prototipi per una piccola azienda del Texas che si è dimostrata interessata, ma è notevole l’interesse ricevuto fino a questo punto dal mondo industriale, anche perché sono molte le applicazioni per le quali tale materiale potrebbe essere utilizzato. Come sostiene Laetitia Bonnaillie, dottore di ricerca e co-coordinatrice dello studio:

Le applicazioni di rivestimento per questo prodotto sono infinite.

Si tratta di film dai pori piccolissimi, molto più piccoli di quelli che caratterizzano altri materiali compostabili, come ad esempio quelli prodotti con amido e come si è detto più piccoli anche dei pori presenti nei materiali plastificati.

L’efficacia isolante risulta così massima e questo ammette la possibilità di spruzzare il composto direttamente sopra alcuni tipi di alimenti per evitarne la degradazione.

Potrebbe inoltre essere utilizzato per trattare confezioni di plastica, carta o cartone, come impermeabilizzante, al posto delle sostanze perfluorurate, pericolose per la salute e recentemente vietate anche dalla statunitense Food & Drug Administration.

22 agosto 2016
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