L’enorme quantità di plastica che si riversa in mare ogni giorno è uno dei problemi più gravi di inquinamento che al giorno d’oggi devono essere affrontati. Non è solo un problema per pesci, uccelli e tartarughe. Questi oltre a rimanere impigliati in certi residui che si trovano in mare, se ne nutrono anche, perché con il passare del tempo la plastica viene sminuzzata dal movimento delle onde e dall’urto con altri corpi e ridotta in microparticelle anche a causa dell’azione della luce del sole.

Capita così che mangiando pesci che si sono nutriti di microplastiche, alla fine le ingeriamo anche noi. Un’azienda della Florida, la Saltwater Brewery, fondata da pescatori e surfisti, sembra però aver trovato una soluzione, almeno per quanto riguarda uno degli imballaggi più pericolosi, soprattutto per le tartarughe: gli anelli di plastica che tengono insieme le lattine al supermercato.

La Saltwater Brewery ha deciso di puntare sui principi dell’economia circolare per risolvere due problemi: l’utilizzo dei materiali di scarto della lavorazione della birra, ma soprattutto la realizzazione di imballaggi che siano in grado di decomporsi facilmente senza inquinare e anzi diventando una fonte di nutrimento per le forme di vita marine.

Vengono realizzati a partire da orzo e grano che rimangono dopo la produzione di birra. Se anche dovessero arrivare al mare, come per la maggior parte delle volte accade anche agli omologhi in plastica, non avrebbero quindi nessun impatto e anzi sarebbero una fonte di sostentamento. I responsabili dell’azienda hanno commentato così:

Per noi è un grande investimento, ora speriamo che altre aziende ci seguano.

Il fine ultimo di un’iniziativa di questo tipo è anche questo: non solo ottenere un risultato grande o piccolo che sia, ma anche aprire la strada verso nuovi modi di pensare e di agire che possano diventare contagiosi e offrire al consumatore nuove possibilità.

Perché acquistare in modo più etico e consapevole è possibile e questo dà grande spazio sul mercato a innovazioni che come questa, appena uscite sono caratterizzate da un costo molto più elevato rispetto alle scelte tradizionali, ma che comportano a lungo andare costi ambientali molto inferiori.

23 maggio 2016
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