L’industria agroalimentare è alla continua ricerca di nuovi materiali per il packaging che siano poco costosi, resistenti e più ecologici della plastica. Un grande progresso nella messa a punto di materie prime per contenitori sostenibili è stato compiuto dai ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi. L’équipe di ingegneri chimici del gruppo BIOMAT ha infatti creato un nuovo materiale monostrato dai sottoprodotti agricoli capace di contenere sia prodotti solidi che liquidi.

Le caratteristiche di questo tipo di packaging, economico e compostabile, sono molto promettenti. Il contenitore, benché sia trasparente, fornisce infatti un’eccellente barriera contro gli agenti esterni. In questo modo sia la luce ultravioletta che l’ossigeno non riescono a penetrare all’interno e il cibo non si deteriora facilmente. Il singolo strato di cui è composto il polimero lo rende facilmente stampabile e conveniente da produrre. Impiegando questo materiale i rifiuti di plastica prodotti dagli imballaggi diminuirebbero considerevolmente.

Secondo i ricercatori, grazie a queste proprietà, il packaging potrà trasformarsi da semplice contenitore a sistema di imballaggio attivo, in grado di svolgere un ruolo determinante nel mantenimento e nel miglioramento della qualità del cibo.

La data di scadenza di molti prodotti confezionati potrebbe essere prolungata per merito di una maggior controllo dei fenomeni di permeazione. Come ha illustrato uno dei responsabili del progetto, il professor Pedro Guerrero:

Nel caso specifico del deterioramento del cibo a causa di reazioni di ossidazione è necessario tenere a mente che si tratta di una reazione iniziata dai radicali liberi che progredisce molto rapidamente, e questo la rende difficile da controllare.

Per ritardare o inibire questa reazione, è possibile utilizzare diverse strategie che agiscono direttamente sull’ossigeno, impedendo che penetri nella confezione o aggiungendo antiossidanti all’interno del contenitore.

Il team di ricercatori ha già realizzato un contenitore con antiossidanti incorporati per la corretta conservazione dei formaggi freschi.

31 ottobre 2014
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I vostri commenti
peppe, domenica 14 agosto 2016 alle16:31 ha scritto: rispondi »

molto interessante , si potrebbe recuperare dagli scarti delle arance , quindi non buttare più le bucce,la domanda è: a chi la diamo? se volessimo essere parte attiva in questa produzione?

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